Gsi Lucchini, 51 lavoratori in Cig per 12 mesi: firmato l’accordo | MaremmaOggi Skip to content

Gsi Lucchini, 51 lavoratori in Cig per 12 mesi: firmato l’accordo

Firmato l’accordo che attiva la cassa integrazione in deroga per 12 mesi a 51 lavoratori della GSI Lucchini di Piombino. Definite anche le politiche attive per tutelare le professionalità in attesa del piano industriale
Un impianto della Gsi Lucchini di Piombino
Un impianto della Gsi Lucchini di Piombino

PIOMBINO. Siglato questa mattina il verbale d’accordo per attivare la cassa integrazione in deroga per 12 mesi a favore di 51 dipendenti della Gsi Lucchini di Piombino. Contestualmente, sono state definite politiche attive del lavoro per salvaguardare le professionalità presenti in azienda.

«Un passo per mettere in sicurezza tutti i lavoratori – sottolinea la Uilm – ma nell’incontro del 24 novembre a Roma al MiMit dobbiamo conoscere il piano industriale per questa importante realtà piombinese».


Chi è GSI Lucchini e perché la crisi pesa sul territorio

La Gsi Lucchini è una realtà storica dell’area industriale portuale di Piombino, inserita nel gruppo Lucchini RS, specializzata nella produzione e nella rigenerazione di assili ferroviari e componentistica per il trasporto su rotaia.

Negli ultimi mesi l’azienda ha registrato un calo consistente degli ordinativi, soprattutto nel settore ferroviario, con ricadute dirette sull’occupazione.

L’accordo di oggi ha l’obiettivo di evitare esuberi immediati, in attesa di una ripartenza produttiva.


Cosa prevedono le politiche attive

Il verbale firmato introduce percorsi mirati a mantenere competenze e occupabilità dei lavoratori coinvolti:

  • formazione e aggiornamento professionale

  • riqualificazione per mansioni interne alternative

  • monitoraggio occupazionale durante la CIG

  • tutela dei diritti e dell’anzianità lavorativa

Un impianto necessario per non disperdere know-how utile al rilancio dell’impianto.


Il ruolo del polo siderurgico e il nodo dei piani industriali

La situazione della GSI si inserisce nel quadro più ampio della vertenza siderurgica di Piombino, che coinvolge anche JSW Steel Italy e Piombino Logistics.

La mancanza di un piano industriale trasparente e definito continua a preoccupare i sindacati, che chiedono certezze sulle prospettive produttive e sugli investimenti.

La data chiave è quella del 24 novembre, quando al MiMit le organizzazioni sindacali torneranno a chiedere risposte dettagliate per tutto il polo.


Il rischio: un accordo tampone

La firma di oggi è un segnale positivo, ma non sufficiente: le sigle confederali temono che, senza una vera strategia industriale, la cassa in deroga resti solo un intervento temporaneo.

I sindacati chiedono:

  • zero esuberi

  • garanzia del perimetro occupazionale

  • volumi produttivi certi

  • nuove commesse e investimenti


Le prossime tappe

In programma:

  • assemblee con i lavoratori per illustrare i contenuti dell’accordo

  • monitoraggio continuo dello stato degli ammortizzatori

  • attesa delle decisioni del Ministero per il futuro della siderurgia piombinese

Per i 51 dipendenti della GSI Lucchini, la speranza è che questa misura rappresenti un ponte verso la ripresa, e non una lenta attesa dell’ennesima crisi industriale.

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