Stemma dei Comuni nel logo della Lega: pioggia di diffide dai sindaci | MaremmaOggi Skip to content

Stemma dei Comuni nel logo della Lega: pioggia di diffide dai sindaci

Da Castagneto a Suvereto, i Comuni insorgono contro l’uso dei simboli istituzionali a fini di partito. Pasquini: «Tutelo i simboli della comunità»
I simboli dei Comuni nel logo della Lega

PIOMBINO. Il simbolo della Lega, la figura stilizzata di Alberto da Giussano, e tutto intorno gli stemmi dei Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Castagneto Carducci, Suvereto e Sassetta.
Così la sezione di Piombino della Lega aveva presentato il proprio logo su Facebook.

 

A sollevare la questione è stato l’ex amministratore comunale Giuliano Parodi, che ha denunciato pubblicamente l’uso improprio: «È vietato utilizzare gli stemmi dei Comuni per fini di partito – scrive Parodi –. Occorre un intervento immediato delle istituzioni».

Il simbolo contestato, nel frattempo, è stato rimosso e sostituito, ma la vicenda ha già scatenato prese di posizione e reazioni.

Diffide e prese di posizione ufficiali

Il Comune di Castagneto Carducci ha inviato una diffida formale per chiedere la rimozione immediata dello stemma dal logo. Stessa linea per la sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati, che ha ribadito: «I loghi istituzionali appartengono a tutti i cittadini, custodiscono storia e identità delle nostre comunità. Non possono essere piegati a fini di propaganda politica».

Il segretario del Pd di Piombino, Fabio Cento, ha presentato una segnalazione ufficiale al sindaco e alla segreteria generale, chiedendo verifiche e la possibilità di intraprendere azioni legali per tutelare l’immagine del Comune.

La sindaca di Suvereto: «Tutelo i simboli della comunità»

Anche Suvereto è intervenuta con decisione. La sindaca Jessica Pasquini, in un post pubblicato su Facebook, ha spiegato le azioni intraprese:

«Nella giornata di ieri, martedì 16 settembre, sono venuta a conoscenza dell’utilizzo dello stemma del Comune di Suvereto all’interno di immagini di partito, nel caso specifico della Lega-Salvini premier sezione Piombino. Ho quindi provveduto a inviare formale diffida dall’utilizzo improprio dello stemma comunale, a tutela dell’identità e dei segni distintivi dell’ente, così come previsto dalle norme codicistiche e dai regolamenti comunali. Nessuno può utilizzare lo stemma ed il gonfalone del Comune senza le dovute autorizzazioni, a maggior ragione in contesti di parte o di partito. Tanto era dovuto alla cittadinanza tutta per corretta informazione delle azioni intraprese dal sindaco».

Una questione di forma (e sostanza)

La normativa è chiara: l’uso degli stemmi comunali è consentito solo per fini istituzionali, e per eventuali concessioni esterne serve l’autorizzazione del sindaco o della giunta.
Non è il caso, sottolineano i primi cittadini, di un simbolo di partito.

Il caso, nato da un’immagine pubblicata sui social, ha acceso i riflettori sul valore dei simboli civici e sulla necessità di garantirne la neutralità.

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