Veleno in un giardino: muore un gatto, altri tre intossicati | MaremmaOggi Skip to content

Veleno in un giardino: muore un gatto, altri tre intossicati

Paura nel borgo: un micio è rimasto intrappolato in un laccio, ha 40 punti di sutura. Toninelli: «Lavoriamo da sempre per la tutela degli animali, questi comportamenti sono da condannare»
Il veleno sulle mattonelle e il gatto con il laccio al collo
Il veleno sulle mattonelle e il gatto con il laccio al collo

SUVERETO. Raccapricciante e profondamente indegno quello che è accaduto nei giorni scorsi a Suvereto.  Due eventi sconvolgenti che hanno preso di mira piccoli animali innocenti. Qualcuno ha messo del veleno, una quantità impressionante, con il chiaro obiettivo di uccidere qualche animale selvatico, qualcun altro, invece, ha messo un laccio, che però è illegale. A pagarne le conseguenze diversi gatti e, forse, anche qualche uccellino.

Ritorno al medioevo

«Ritorno al medioevo», è così che l’Enpa definisce questi due macabri gesti che hanno causato la morte di un gatto e l’avvelenamento certo di altri tre che fortunatamente si sono salvati. Il veleno posizionato su due mattonelle all’interno di un giardino di una casa era così tanto che è stato notato anche dai passanti che immediatamente hanno avvertito le autorità competenti. Anche ricci, uccellini e cani hanno o avrebbero potuto avvelenarsi. 

Poco distante un gatto è rimasto vittima di un laccio illegale, che gli ha causato un’operazione importante e ben 40 punti di sutura: «Un povero gattino finiva nel laccio illegale messo da qualcuno per “prendere” un animale selvatico che forse dava noia – scrive l’Enpa sui social – il gattino della colonia è stato trovato con il laccio che stringeva forte il suo collo, causando una grave lacerazione. Non è stato facile prenderlo ma ce l’abbiamo fatta e l’abbiamo portato d’urgenza dal veterinario. Il gattino adesso è vivo e in prognosi riservata. È stata necessaria un’operazione importante e 40 punti di sutura fra interni ed esterni».

 

Toninelli: «Condanniamo profondamente questi atti osceni»

 
Il tema degli animali è profondamente sentito nel Comune di Suvereto, tant’è che il regolamento stesso sulla tutela degli animali e le colonie feline realizzate nel corso del tempo ne sono la dimostrazione.
«Ho parlato proprio ieri con Silvia Bartaletti, la rappresentante Enpa e consigliera con la delega per gli animali. Mi ha raccontato i fatti che poi oggi hanno condiviso pubblicamente – racconta Marco Toninelli, assessore all’ambiente – Da parte nostra oltre a un profondo rammarico nello scoprire che accadono ancora queste cose, ci sarà massima partecipazione con Enpa e con le forze dell’ordine per individuare le responsabilità».
«Siamo sempre stati dal nostro primo insediamento un’amministrazione sensibile al mondo animale e condannato da sempre questi atti. Basta pensare al regolamento che abbiamo fatto anni fa sulla tutela animale o al numero di colonie feline che abbiamo aiutato a far nascere a Suvereto, per gestire al meglio la situazione sia per gli animali che per la comunità tutta».
 
«Per quanto riguarda i lacci – conclude – la condanna è assolutamente totale. Quel metodo di “caccia alla volpe” è inaccettabile e porta alla sofferenza di qualsiasi animale capiti preda, anche causale, della trappola, con una morte lenta e dolorosa. Ringraziamo Enpa per il lavoro che svolge sul nostro territorio ogni giorno e per aver attenzionato queste storie oltreché per aver salvato il povero gatto malcapitato».

 

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