Chiude il cinema teatro, il Comune sfratta l'Anpi | MaremmaOggi Skip to content

Chiude il cinema teatro, il Comune sfratta l’Anpi

L’associazione partigiani deve lasciare la sede storica di via Cappelletti entro il 20 settembre. Insorgono Piombino domani e il PD: «Calpestata la memoria della Resistenza». Ceccarelli: «I problemi di stabilità ci sono per tutti»
Il cinema teatro Metropolitan
Il cinema teatro Metropolitan

PIOMBINO. Chiude il cinema teatro Metropolitan e l’Anpi resta senza la sua sede storica. 

La denuncia arriva da Piombino domani e dal Pd, che attaccano il Comune. «Calpestata la memoria della Resistenza». 

Il Comune, con l’assessore Vittorio Ceccarelli, spiega che la struttura, dopo la relazione dei tecnici, ha problemi di stabilità. E che, quindi, è pericolosa anche per l’Anpi, che ha la sede al primo piano.

«Abbiamo offerto loro la possibilità di andare altrove, pagheremo noi il trasloco e parte dell’affitto» dice.

L’Anpi resta senza sede

Il cinema teatro Metropolitan, l’unico presente in città, è stato chiuso tra le polemiche. Il cinema necessita di lavori di ristrutturazione, per questo l’amministrazione comunale ha deciso di far calare il sipario sul Metropolitan. A pagarne le spese però, oltre ai cittadini rimasti senza quello spazio è stata l’Anpi che ha la sua sede in quelle stanze da 80 anni e che, entro il 20 settembre deve sgomberare la sede di piazza Cappelletti.

«Si tratta non solo di un atto di assoluta mancanza di rispetto verso una realtà fondamentale per l’identità e la storia di Piombino – dicono dalla civica Piombino domani e dal Pd – ma di un attacco diretto ai valori della memoria, della Resistenza e della democrazia. L’assessore Ceccarelli ha liquidato la questione comunicando recentemente al presidente dell’Anpi Mario Giannullo di cercarsi un’altra sede entro il prossimo 20 settembre senza alcun impegno a trovare una sede alternativa e concedendo solo un mezzo di trasporto per portare via tutto il materiale (mobili, documentazione, archivio ecc.). Un atto umiliante di cui probabilmente non hanno neppure colto la gravità. Ricordiamo che Anpi non è una associazione qualunque, ma è un Ente morale costituito con decreto luogotenenziale da Umberto II il 5 aprile 1945».

«Un colpo al cuore dei valori antifascisti»

Per il centrosinistra, quello che è successo con lo sfratto dell’Anpi, è un colpo al cuore dei valori antifascisti. Dato per «aver sottovalutato e mortificato il significato e l’importanza di un’associazione che da decenni rappresenta la difesa della memoria e della giustizia – dicono – Un gesto grave che conferma quanto questa amministrazione sottovaluti e dimostri di non tenere nella giusta considerazione la storia, la cultura e il rispetto delle istituzioni democratiche della propria città. Tra l’altro non si tratta di un fatto episodico, ma di un atteggiamento che mira alla cancellazione sistematica della memoria e delle radici culturali di Piombino. L’amministrazione attuale sembra proporre un modello politico che si fonda sulla negazione del passato, un’operazione di «distruzione» senza alcuna volontà reale di costruire un futuro condiviso».

La richiesta di Piombino domani e del Pd, rivolta all’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Ferrari, è quella di trovare una sede all’Anpi. «La cultura non può essere ridotta a mero strumento di potere o a preda di un sistematico smantellamento – dicono – è fondamentale recuperare la dimensione politica e sociale di queste esperienze, contrastare ogni forma di cancellazione e restituire centralità ai valori che hanno formato la nostra comunità. Chiediamo a gran voce che l’amministrazione comunale smentisca immediatamente questa decisione ignobile, ripristini la dignità della memoria storica e garantisca all’Anpi e alle associazioni storiche una sede degna, stabile e tutelata. La città di Piombino non può permettere che la sua storia venga calpestata con tanta leggerezza e arroganza».

Ceccarelli: «Ci sono problemi di stabilità, per tutto l’edificio»

L’assessore Vittorio Ceccarelli spiega che i problemi di stabilità, che hanno imposto la chiusura del cinema, valgono per tutto lo stabile. Solo la zona del bar Falesia è sicura.

«Questi problemi di stabilità ci sono per tutti – dice -. Abbiamo fatto la comunicazione a tutte le associazioni che hanno la sede nell’edificio, perché i rischi ci sono. Poi, quando sarà ristrutturato, ci torneranno».

Alcune associazioni hanno già trovato un’altra sistemazione.

«Alcune si sono già sistemate, per Anpi ci siamo impegnati a pagare loro il trasloco degli arredi, sia in uscita che, poi, al rientro. E anche a pagare parte dell’affitto di una nuova sede. Per le iniziative abbiamo proposto loro di andare al Centro giovani, scegliendo le sere per loro, ma hanno rifiutato».

«In sostanza, nessuno sfratto, ma certo non possono stare in un edificio con problemi certificati di stabilità e che deve essere ristrutturato. Quando i lavori saranno finiti ci torneranno».

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