PIOMBINO. Non si placa lo scontro sul Metropolitan. Dopo la chiusura del cinema, che necessita di lavori di ristrutturazione, Partito Democratico, Piombino Domani e AVS – Sinistra Italiana organizzano una manifestazione (venerdì 8, alle 18) proprio in piazza Cappelletti, davanti al cinema teatro.
L’opposizione in consiglio chiede a tutti di portare un ricordo che li lega al cinema teatro.
Alle liste di opposizione replica il sindaco Francesco Ferrari, dicendo che «la cultura non si difende con le foto ricordo, ma con i progetti».
La manifestazione: «Amministrazione responsabile»
La chiusura del Teatro Metropolitan continua a essere al centro dell’iniziativa di Partito Democratico, Piombino Domani e AVS – Sinistra Italiana che per venerdì 8 agosto alle 18 chiamano a raccolta i cittadini proprio davanti al Metropolitan, per raccontare – dicono – la verità dei fatti e «puntare l’attenzione sulle responsabilità dell’attuale amministrazione per aver chiuso la struttura, lasciando la città senza nemmeno un cinema e un teatro».
Nell’occasione gli organizzatori invitano i cittadini a portare una foto, un ricordo e una testimonianza personale legata al teatro. L’intenzione è raccogliere il materiale per farne un mostra da rendere visitabile negli anni, che purtroppo si prospettano lunghi, in cui il teatro resterà chiuso.
«Un fatto grave, che colpisce sia dal punto di vista del valore culturale, sociale e identitario che rappresenta un teatro, per di più pubblico, sia dal punto di vista economico, lasciando di fatto senza lavoro le 5 famiglie socie della cooperativa Metropolitan e azzerando l’indotto economico che la presenza di un teatro comporta, dall’arrivo delle compagnie di spettacolo in città, a quello delle persone per assistere agli spettacoli – sottolineano le tre liste di opposizione. E incalzano – Il duro attacco del sindaco in consiglio comunale all’opposizione è stato studiato ad arte per distrarre l’attenzione dalla sostanza del problema: che Piombino dal 25 luglio non ha più nemmeno un cinema e un teatro e che a chiudere l’ultimo rimasto aperto è stato lui e la sua Amministrazione. Ma questa volta non gli basterà buttare come sempre la colpa addosso a qualcun altro per uscirne pulito agli occhi dei cittadini».
Ed è proprio – dicono ancora le opposizioni – sulle responsabilità del sindaco in questa vicenda e sulla ricostruzione dei fatti che hanno portato alla situazione attuale, che si concentrerà l’iniziativa in programma venerdì 8 agosto alle 18 di fronte al Metropolitan.
«Attraverso gli atti di questa amministrazione ripercorremmo la storia di un vero e proprio capolavoro di inadeguatezza del quale l’Amministrazione ha dato prova dal 2019 ad oggi, fino ad arrivare agli annunci di questi giorni, che non indicano nessuna data di inizio lavori, di riapertura del teatro, nessuna fonte di finanziamento, nessuna alternativa concreta per fare un minimo di programmazione culturale e di cinema a Piombino».
Ferrari: «Teatro inagibile. Servono progetti, non ricordi»
All’opposizione replica il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.
«L’ultima protesta simbolica del Partito Democratico e suoi satelliti è dedicata alla chiusura del cinema teatro Metropolitan. Con la ormai tradizionale retorica ed i toni enfatici, Pd e Piombino domani si appellano, ancora una volta, ai ricordi e alla nostalgia, come se il ruolo di un’Amministrazione si esaurisse nell’omaggiare ciò che è stato, anziché nel costruire ciò che sarà».
«Conosco perfettamente il valore affettivo che quel luogo rappresenta per tanti di noi. Anch’io ho ricordi legati a quel sipario, a quelle poltrone rosse, a quel senso di comunità che solo certi spazi sanno generare. Ma da sindaco, e prima ancora da cittadino che crede nella responsabilità pubblica, sento il dovere di chiarire una cosa: la cultura non si difende con le foto ricordo, ma con i progetti».
«Il Metropolitan sarà riaperto con la fatica del lavoro, con un piano concreto e non certo con una nostalgica messa in scena, con l’ennesimo meccanismo ipocrita per sostenere la mancanza di idee».
«Chiusura necessità tecnica e strutturale»
«La chiusura del Metropolitan prosegue il sindaco – non è una scelta politica, ma una necessità tecnica e strutturale. Abbiamo ricevuto, solo pochi giorni fa, un quadro di inagibilità che avrebbe reso irresponsabile e pericolosa ogni altra strada. Le opposizioni oggi denunciano con foga ciò che nei tanti anni precedenti non hanno neanche lontanamente considerato. Di quando erano al governo della città, infatti, non c’è traccia di un progetto, una verifica, una visione sul futuro del teatro. E oggi, con stucchevole teatralità, cercano di riscrivere la realtà dei fatti come se la memoria collettiva fosse fragile quanto le fondamenta che ci hanno lasciato in eredità».
«Ma io non voglio fare polemica. Voglio solo dire che Piombino merita di più. Merita una politica che non si accontenti di manifestazioni improvvisate, ma che lavori, giorno dopo giorno, per ricostruire davvero. È facile organizzare una raccolta di fotografie; è molto più difficile ottenere finanziamenti, redigere progetti, affrontare gare pubbliche, garantire trasparenza e tempi certi».
«Ripensamento complessivo della cultura in città»
«Abbiamo già previsto, all’interno del nostro mandato, non solo il recupero del Metropolitan, ma un ripensamento complessivo della cultura in città: una cultura diffusa, aperta, accessibile, che non si affidi solo ai luoghi tradizionali, ma sappia vivere ovunque ci siano cittadini disposti ad ascoltare e a condividere. La cultura non è una statua da lucidare ogni tanto; è un organismo vivo, e chi oggi la brandisce come arma retorica, ieri l’ha trascurata in silenzio».
«La responsabilità amministrativa non consiste nel commuovere il pubblico, ma nel servire la città. E chi confonde la leadership con il palcoscenico, evidentemente non ha capito la differenza tra governare e rappresentare se stesso».
«Noi abbiamo scelto la strada più difficile, ma anche l’unica onesta: dire la verità, spiegare i problemi, affrontarli con serietà e competenza. E quando il Metropolitan riaprirà, non sarà solo un edificio ristrutturato: sarà il simbolo di una città che ha scelto di andare avanti, non di fermarsi a guardare indietro».