Vendemmia anticipata in Val di Cornia: 44 giorni sopra i 35 gradi, ma l'uva sorprende | MaremmaOggi Skip to content

Vendemmia anticipata in Val di Cornia: 44 giorni sopra i 35 gradi, ma l’uva sorprende

Tra giugno e luglio appena 6,8 millimetri di pioggia e temperature oltre i 35 gradi per 44 giornate. La raccolta è partita in anticipo, ma le piogge di agosto hanno aiutato soprattutto Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc
L’uva raccolta dal Consorzio

SUVERETO. Prima il caldo, tanto. Poi settimane praticamente senza pioggia. Infine quell’acqua arrivata ad agosto proprio quando le vigne ne avevano bisogno.

La vendemmia 2026 in Val di Cornia si è chiusa con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media storica, dopo una delle estati più calde degli ultimi anni. Ma dalle vigne arriva una notizia positiva: nonostante una stagione complicata, le uve raccolte sono considerate di buona qualità, ricche ed equilibrate.

A fare la differenza sono state anche due piogge arrivate nella seconda metà di agosto, capaci di interrompere una lunghissima fase asciutta e di dare una mano soprattutto alle varietà che maturano più tardi.

Quarantaquattro giornate a 35 gradi o più

A raccontare quanto sia stata particolare questa annata sono soprattutto i numeri.

Fino a maggio la Val di Cornia aveva ricevuto circa 350 millimetri di pioggia, sufficienti a rifornire le falde e a creare una riserva importante in vista dell’estate.

Poi il cambio di passo.

Tra giugno e luglio sono caduti appena 6,8 millimetri di pioggia. Praticamente niente.

Contemporaneamente il caldo ha cominciato a martellare le vigne: per 44 giornate le temperature massime hanno raggiunto o superato i 35 gradi.

Condizioni che hanno accelerato la maturazione e costretto i produttori a seguire quasi giorno per giorno l’evoluzione dei grappoli, fino ad anticipare la raccolta di una decina di giorni.

Poi ad agosto è arrivata la pioggia

La svolta è arrivata il 21 e il 25 agosto.

In quelle due giornate sono caduti complessivamente quasi 50 millimetri di pioggia, interrompendo la lunga fase siccitosa.

Un passaggio particolarmente importante per le uve che avevano ancora bisogno di tempo prima della raccolta.

A beneficiarne maggiormente sono stati Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, che hanno potuto completare la maturazione in maniera più graduale.

Il risultato, secondo il Consorzio Suvereto e Val di Cornia, è una vendemmia con uve sane, espressive e complessivamente equilibrate, nonostante le condizioni meteorologiche tutt’altro che semplici.

In vigna una corsa contro il caldo

Questa volta, però, non è bastato aspettare che l’uva fosse pronta.

I vignaioli hanno dovuto controllare continuamente maturazione e condizioni dei grappoli, decidendo quando raccogliere appezzamento per appezzamento e varietà per varietà.

Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle chiome e alla selezione delle uve, proprio per evitare che il caldo compromettesse il risultato finale.

«Siamo soddisfatti di quanto raccolto e del livello qualitativo delle uve – dice Daniele Petricci, presidente del Consorzio Suvereto e Val di Cornia –. Anche in un’annata impegnativa, i vignaioli del territorio hanno dimostrato ancora una volta passione, competenza e grande attenzione in ogni fase del lavoro».

Per Petricci è proprio questo lavoro quotidiano, dalla vigna alla cantina, a permettere ai produttori di ottenere vini capaci di mantenere un forte legame con il territorio anche nelle annate climaticamente più difficili.

Arrivano due nuovi Suvereto Docg

Intanto nelle cantine della zona si prepara anche un’altra novità.

Per la prima volta stanno maturando le nuove tipologie varietali introdotte nel disciplinare della denominazione: Suvereto Cabernet Franc Docg e Suvereto Syrah Docg.

Le due tipologie possono essere rivendicate a partire dalla vendemmia 2025, ma per assaggiarle bisognerà aspettare ancora qualche mese.

Le prime bottiglie potranno essere messe in commercio dal 1° maggio 2027.

E il debutto non sarà casuale: coinciderà con la quarta edizione di Suber – Suvereto Wine Festival, che diventerà così anche la prima grande vetrina pubblica per i nuovi vini della denominazione.

Dopo un’estate con 44 giornate a 35 gradi o più, la vendemmia si è quindi chiusa con una sorpresa positiva. Ora toccherà alla cantina dire fino in fondo che cosa il 2026 avrà lasciato dentro le bottiglie.

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