PIOMBINO. Torna a fare paura a Piombino la cosiddetta “truffa degli abbracci“, una tecnica subdola che mira a colpire le fasce più vulnerabili della popolazione.
L’ultimo episodio in ordine di tempo è stato denunciato pubblicamente ieri mattina, martedì 19 maggio, sui social da una cittadina, Elisa Sarah Fabiani, per mettere in guardia i residenti della zona.
Il fatto: l’approccio in viale Amendola
Intorno alle 10:30, tra via Hermite e viale Amendola, si è sfiorato il furto per un’anziana donna a passeggio.
Secondo quanto ricostruito, una giovane donna, descritta come ben vestita e con una parlata straniera, si è avvicinata alla vittima usando come pretesto la cagnolina di quest’ultima, Bianca, coprendola di coccole.
Nel giro di pochi secondi, la malvivente ha spostato le sue attenzioni dall’animale all’anziana, accarezzandole la mano con affetto forzato e tentando contemporaneamente di sfilarle gli anelli. Questa volta, però, il colpo è fallito: l’anziana signora si è accorta immediatamente del movimento sospetto e, con grande prontezza di riflessi, ha allontanato la truffatrice con una pedata, mettendosi al sicuro.
«Non posso pensare a cosa sarebbe potuto succedere – scrive la nipote sui social -. Per favore, fate girare e allertiamo tutti, specialmente le persone anziane».
La tecnica delle effusioni: un copione già visto in Val di Cornia
La dinamica stradale non è purtroppo isolata. Già alla fine di marzo di quest’anno, le forze dell’ordine avevano registrato un picco di segnalazioni con lo stesso identico modus operandi tra le vie del centro di Piombino e lungo lo stesso viale Amendola, con episodi che si erano allargati fino alla vicina San Vincenzo.
La tecnica è ormai tristemente standardizzata: il malvivente di turno, spesso una giovane donna sulla trentina, seleziona la vittima in base all’età avanzata. L’approccio fisico improvviso (un bacio, un abbraccio caloroso, una scusa banale o una carezza alla mano) serve a pietrificare l’anziano per lo sconcerto e l’imbarazzo, lasciando alla ladra i secondi necessari per sfilare catenine, anelli e orologi con destrezza, per poi dileguarsi prima che la vittima realizzi l’accaduto.
I precedenti sul territorio
Il fenomeno ha radici più profonde nel territorio piombinese. Nell’agosto dello scorso anno, un uomo di 80 anni fu derubato della propria collana d’oro con la medesima modalità da una ragazza di vent’anni. In quel caso, la prontezza dell’anziano nel recarsi subito in commissariato permise agli agenti di tracciare un identikit esemplare: la giovane venne intercettata poco dopo ancora in possesso della refurtiva e denunciata all’autorità giudiziaria di Livorno per furto con destrezza, con l’aggravante di essersi approfittata della vulnerabilità della vittima.
Come difendersi: l’appello alla prudenza
Mentre sui gruppi social di Piombino rimbalza il passaparola per proteggere i nonni e i genitori, l’invito resta fermo: diffidare sempre degli estranei che cercano un contatto fisico improvviso o troppo confidenziale per strada.
L’unico modo per arginare questi episodi e assicurare i responsabili alla giustizia resta la denuncia immediata, segnalando tempestivamente ogni approccio sospetto al 112 e fornendo dettagli precisi sull’abbigliamento e sui tratti somatici dei soggetti.