PIOMBINO. Il dibattito sulla sicurezza sul lavoro a Piombino si riaccende drammaticamente dopo il decesso del dipendente Bertocci, Salvatore Parlato, vittima di un infortunio mortale. Il Camping CIG, pur rinnovando la propria vicinanza alla famiglia e ai colleghi e annunciando la partecipazione alla fiaccolata del 17 novembre, rompe il silenzio che per giorni ha avvolto il gravissimo incidente e solleva una serie di interrogativi urgenti.
Il silenzio prima della tragica notizia
Il comunicato della CIG punta il dito contro l’impressionante silenzio che ha preceduto la diffusione della notizia della morte e chiede trasparenza sul ruolo e l’intervento di tutti i soggetti coinvolti. In particolare, si domandano:
«Quando e come l’azienda ha coinvolto i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza? Quale ruolo hanno avuto i servizi pubblici sanitari competenti, il sistema dei soccorsi, le organizzazioni sindacali e le autorità inquirenti? E, soprattutto, per quali ragioni la notizia è stata diffusa con un ritardo così significativo?»
La proposta: un osservatorio stabile
Per prevenire future tragedie e affrontare il problema in modo strutturale, il Camping CIG ripropone l’istituzione di un Tavolo permanente per la sicurezza sul lavoro. L’organismo, già suggerito anni fa, dovrebbe riunire soggetti istituzionali, servizi sanitari pubblici, sindacati e associazioni impegnate sul tema, incluse quelle che danno voce ai familiari delle vittime, come l’associazione “Ruggero Toffolutti“.
Questo tavolo avrebbe la funzione di monitorare costantemente la situazione territoriale, avanzare proposte pubbliche per la prevenzione e presentare una relazione annuale da discutere pubblicamente.
L’obiettivo principale del tavolo
Un obiettivo cruciale del tavolo, secondo la CIG, sarebbe quello di vagliare il diffuso problema degli “infortuni nascosti”, una pratica che si ritiene comune anche a Piombino e che può essere propedeutica a celare, o quasi, anche gli eventi più gravi o mortali.
« Per prevenire questa deriva – sottolinea il Camping Cig in una nota -, occorre incidere con la lotta sindacale e la coscienza di classe sulle condizioni materiali, i ritmi, l’organizzazione del lavoro, il peso dello sfruttamento; altrimenti ci sembra ipocrita insistere sulla “cultura della sicurezza”. In questa direzione può essere utile la proposta di legge, come quella presentata da Usb, la quale prevede il reato di omicidio e lesioni gravi sul lavoro. Senza dimenticare il fondamentale problema dei controlli insufficienti perché il personale addetto è insufficiente, mentre ad esso deve essere riconosciuto il ruolo centrale della prevenzione degli infortuni e della repressione degli abusi».
La nota è critica sull’approccio attuale, il Camping Cig invoca, dunque, il riconoscimento di un ruolo centrale alla prevenzione e alla repressione degli abusi, per garantire l’efficacia delle misure di sicurezza.