SAN VINCENZO. Ogni estate San Vincenzo passa ad essere un comune da 6mila residenti ad una meta turistica con 50mila presenze. Numeri importanti, che attestano la qualità dell’offerta in un settore sempre in crescita, ma che portano con sé una sfida enorme: la gestione dell’emergenza sanitaria.
È su questo tema che il gruppo civico di Avanti San Vincenzo interviene lancia una riflessione circostanziata sull’organizzazione del servizio 118 nelle Valli Etrusche.
Il nodo dei tempi-dipendenti
Avanti San Vincenzo è una realtà civica nata nei mesi scorsi come spazio di ascolto, confronto e proposta, con l’obiettivo di raccogliere le esigenze reali di cittadini, attività e territorio e trasformarle in contributi concreti per il miglioramento del paese.
Il cuore della questione risiede nella natura degli interventi estivi. Con l’aumento esponenziale della popolazione, crescono statisticamente i cosiddetti eventi “tempo-dipendenti”: malori in spiaggia, annegamenti, traumi e incidenti stradali. Situazioni in cui la rapidità del soccorso non è un dettaglio, ma il confine tra la vita e la morte. Secondo Avanti San Vincenzo, l’attuale distribuzione dei mezzi gestita dall’Azienda USL Toscana nord ovest non riflette più queste dinamiche stagionali.
Il confronto con il territorio
L’analisi del gruppo civico si sposta poi sulla geografia del soccorso. San Vincenzo si trova tra due realtà speculari ma gestite diversamente: Venturina Terme, con una popolazione stabile tutto l’anno, e Castagneto Carducci, che come San Vincenzo vive un boom estivo. Entrambe le località dispongono di un mezzo di emergenza con personale sanitario fisso.
«Appare legittimo chiedersi – scrive Avanti San Vincenzo – se l’attuale distribuzione delle risorse tenga realmente conto dei carichi effettivi di intervento o se finisca per determinare, nei mesi estivi, una condizione di squilibrio a carico di San Vincenzo, che in quel periodo esprime uno dei livelli più elevati di domanda sanitaria».
La proposta: una riallocazione stagionale
La proposta avanzata non è un generico aumento di costi, ma una riorganizzazione logistica basata sui dati. L’idea è concreta: spostare l’ambulanza infermieristica attualmente operativa a Venturina Terme verso San Vincenzo esclusivamente per i mesi di massima affluenza (giugno-settembre).
«San Vincenzo, per caratteristiche e numeri, non può essere considerato un contesto secondario nei mesi estivi, ma deve essere trattato come un nodo centrale della rete dell’emergenza territoriale. Non si tratta di creare contrapposizioni tra territori – precisa la nota – ma di affermare un principio di equità: a parità di carico assistenziale deve corrispondere un adeguato livello di copertura».
Una soluzione che, secondo i promotori, garantirebbe maggiore sicurezza al nodo centrale dell’emergenza costiera senza sguarnire le zone limitrofe.
Appello al Comune
Il gruppo civico chiama ora in causa la politica. La richiesta al sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, è quella di farsi promotore di un tavolo istituzionale con l’Azienda Sanitaria e la centrale operativa del 118.
L’obiettivo è avviare una verifica trasparente basata sui numeri: missioni effettuate, tempi medi di intervento e distribuzione geografica delle chiamate.
«Ignorare una variazione così significativa della popolazione rischia di creare un disallineamento tra bisogni e risposte – conclude Avanti San Vincenzo -. È necessario che le scelte vengano assunte in modo chiaro, mettendo al centro un obiettivo condiviso: garantire un livello di sicurezza all’altezza della complessità estiva del nostro territorio».