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Rotonda intitolata a Norma Cossetto, Rifondazione attacca la giunta: «Piombino ha altri problemi»

Polemica dopo la delibera approvata dall’amministrazione comunale. Il partito critica la scelta e riapre il dibattito sulle intitolazioni simboliche già acceso in Val di Cornia
Ciampi premia con la medaglia d’oro Licia Cossetto, sorella di Norma (a fianco) vittima delle foibe a 23 anni

PIOMBINO. Una rotonda ancora da individuare, ma una polemica già esplosa. La decisione della giunta comunale di Piombino di intitolare uno spazio pubblico a Norma Cossetto ha provocato la dura reazione di Rifondazione comunista, che accusa l’amministrazione di portare avanti “operazioni identitarie” lontane dai problemi concreti della città.

La delibera è stata approvata martedì 5 maggio dalla giunta e prevede l’intitolazione di una rotatoria alla giovane istriana uccisa nel 1943 e diventata negli anni uno dei simboli del dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Una figura che continua però a dividere il dibattito politico e storico, soprattutto a sinistra.

Rifondazione: «Scelta lontana dai problemi reali»

Nel comunicato diffuso nelle ore successive alla decisione, Rifondazione comunista contesta soprattutto le priorità dell’amministrazione.

Secondo il partito, Piombino starebbe attraversando una fase troppo delicata per concentrare l’attenzione su questioni simboliche legate alla toponomastica.

«Con una città che vive problemi legati alla sicurezza, alla crisi industriale, alla sanità e ai trasporti – scrive Rifondazione – ci chiediamo se davvero questa fosse la priorità da portare all’attenzione del prefetto».

Nel mirino finiscono anche le vertenze aperte sul fronte industriale, dalla situazione della Magona al progetto Metinvest, fino alle questioni ambientali e occupazionali collegate al rigassificatore.

Il tema della memoria storica

Rifondazione sostiene inoltre che il tema legato alle foibe e al confine orientale non possa essere affrontato attraverso letture “semplificate o strumentali”.

Nel documento vengono richiamati episodi storici legati alle guerre nei Balcani, alle repressioni italiane nell’ex Jugoslavia e ai drammi vissuti durante il secondo conflitto mondiale.

Il partito ricorda anche come Piombino abbia già diversi riferimenti nella toponomastica cittadina dedicati a quei territori, come via Istria, via Dalmazia, via Fiume e piazza Martiri delle Foibe.

Secondo Rifondazione, la città dovrebbe invece concentrarsi sul riconoscimento di figure legate direttamente alla storia locale, come lo storico Ivan Tognarini, il partigiano Rinaldo Orsini o gli ufficiali della Marina che parteciparono alla difesa di Piombino nel settembre 1943.

Un dibattito già acceso in Val di Cornia

La polemica riporta alla memoria quanto accaduto nei mesi scorsi a Campiglia Marittima, dove si era acceso un duro confronto politico sulla proposta di dedicare uno spazio pubblico a Norma Cossetto.

Anche in quel caso il dibattito aveva diviso amministrazione, partiti e associazioni, trasformando una scelta di toponomastica in uno scontro politico più ampio sul tema della memoria storica e delle identità politiche.

«La città non vi capisce più»

Nella parte finale del comunicato, Rifondazione punta il dito contro quella che definisce una linea politica sempre più spostata verso destra da parte della giunta piombinese.

«La città non vi capisce più», scrive il partito, sostenendo che commercianti, operai e operatori turistici chiedano risposte concrete su lavoro, servizi e sostegno economico, piuttosto che nuove polemiche simboliche.

Una critica politica destinata probabilmente a riaccendere il confronto in consiglio comunale e nel dibattito cittadino nelle prossime settimane.

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