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Rigassificatore Piombino, salta l’emendamento nel Milleproroghe: stop in commissione

Stop in commissione all’emendamento sulla proroga del rigassificatore oltre il 2026. I deputati Pd: «Tentativo calato dall’alto, fermato grazie all’opposizione». Venerdì il decreto in aula con fiducia
Il rigassificatore in porto a Piombino
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. L’emendamento che avrebbe potuto aprire alla permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino è saltato in commissione.

La proposta, presentata nell’ambito dell’esame del decreto Milleproroghe nelle commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera, non è stata votata.

Per il Partito democratico si tratta di un risultato politico preciso: «È stato sventato il tentativo della destra di inserire nel decreto Milleproroghe un emendamento che avrebbe aperto alla permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino».

Cosa prevedeva l’emendamento

Il testo – firmato dai deputati Pella e Paolo Emilio Russo – puntava a garantire la continuità operativa degli impianti di rigassificazione con autorizzazione in scadenza entro il 31 dicembre 2026, consentendo loro di continuare a operare sulla base dell’autorizzazione originaria fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione.

Era prevista anche la possibilità di presentare istanza per un altro sito, con proroga dell’efficacia degli atti autorizzativi fino all’ultimazione delle eventuali opere necessarie.

Secondo le opposizioni, la norma avrebbe di fatto aperto alla permanenza del rigassificatore a Piombino oltre il limite temporale fissato inizialmente.

Il Pd: «Un vero colpo di mano»

In una nota congiunta i deputati dem Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Marco Simiani e il consigliere regionale Alessandro Franchi parlano di «vero e proprio colpo di mano».

«Un tentativo che mirava a forzare le regole senza confronto istituzionale e senza rispetto per la comunità locale. Il governo Meloni aveva garantito che Piombino non sarebbe stata lasciata sola: con questo tentativo ha invece dimostrato di voler imporre una decisione calata dall’alto».

Secondo il Pd, l’emendamento «non è stato approvato soltanto grazie al pressing costante e alle denunce puntuali del Partito democratico e di tutte le forze di opposizione, oltre che per l’evidente dilettantismo con cui la maggioranza ha gestito i lavori di commissione».

Il limite dei tre anni e le compensazioni

Nella nota si richiama la posizione della Regione Toscana, che aveva fissato un limite chiaro di tre anni alla permanenza dell’impianto, legato alla fase emergenziale.

«Il tentativo della maggioranza di superare quell’intesa senza accordi e senza compensazioni adeguate è stato fermato grazie all’azione ferma e responsabile dell’opposizione».

Il Pd giudica «grave aver provato fino all’ultimo a cambiare le carte in tavola» e attacca anche il sindaco di Piombino, definendone «incomprensibile il silenzio».

«Il territorio va rispettato, le compensazioni devono essere certe e garantite, e su scelte di questo peso non si decide sopra la testa dei cittadini».

Dissapori nella maggioranza e partita ancora aperta

L’emendamento non è stato messo ai voti.

Secondo quanto filtra da fonti parlamentari, alla base dello stop ci sarebbero tensioni interne alla maggioranza, oltre all’ostruzione delle opposizioni in commissione.

Il decreto Milleproroghe approderà in aula venerdì 20 alle 13, con richiesta di fiducia fissata alle 14,30.

Lo stop in commissione non chiude definitivamente la partita: la norma potrebbe essere riproposta in altra forma o in un diverso provvedimento, qualora la maggioranza trovasse una sintesi politica.

Il futuro del rigassificatore a Piombino resta dunque al centro del confronto tra governo, territorio e forze politiche.

Gazebo 8 Giugno e Piazza della Val di Cornia: «Snam ha commesso un errore»

Sulla vicenda intervengono i comitati Gazebo 8 giugno e Comitato La Piazza della val di Cornia Piombino.

«È noto che nel milleproroghe, cioè il decretone che i governi fanno per tappare vari buchi, ci venga buttato dentro di tutto, in barba a ciò che dice la Costituzione in merito ai decreti legge. Questo da sempre. Oggi leggiamo che Piombino potrebbe avere l’onore di entrare nel milleproroghe grazie a Snam».

«Due deputati di FI , partito del ministro Pichetto Fratin, hanno presentato un emendamento che consentirebbe al rigassificatore di restare a Piombino in modo automatico, anche senza Autorizzazione integrata ambientale. Un assurdo, contrario ad ogni normativa, ma anche al buon senso, un impianto di questo tipo, altamente inquinante, che ha già sforato i limiti dell’attuale Aia, lasciato lì senza alcuna regola».

«L’emendamento è stato per il momento accantonato, ma noi ci chiediamo perché una tale mossa, dato che il procedimento per il rinnovo dell’Aia, quello almeno, è già stato avviato ed è pendente al ministero? Perché quel procedimento corre seri rischi di concludersi con il rigetto dell’istanza di Snam e quindi già da maggio l’impianto dovrà smettere di lavorare».

«Come andiamo dicendo in tutte le salse da giorni e giorni, l’Aia attuale scadrà a maggio 2026 e non il 3.7.2026 e Snam ha fatto un errore, presentando in ritardo la richiesta di rinnovo. Un ritardo di circa due mesi. Un errore che in uno Stato di diritto sarebbe fatale per la permanenza nel nostro porto della Italis».

«E allora gli amici del ministro, che questa cosa la sa non fosse altro che perché ha ricevuto da noi una pec nella quale dicevamo queste cose , corrono per lui ai ripari proponendo una norma ad hoc . Cosa ci importano le normative nazionali, il codice dell’ambiente, le normative comunitarie, la salute della gente? Niente, cancellate, forse, con il milleproroghe».

«O forse no, perché se lo faranno davvero il Governo Meloni, non solo questi due deputati, si assumerebbe in toto non solo la responsabilità politica, non solo quella morale, ma anche quella civile e penale dell’impianto in porto a Piombino senza alcun controllo. Vedremo cosa faranno nei prossimi giorni. Intanto torniamo ad invitare sindaco e Regione Toscana a portare in sede di conferenza dei servizi al ministero la tesi dell’inammissibilità dell’istanza Snam di proroga dell’Aia».

 

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