Rivoluzione 118: «Sanità gestita dalla politica, non dai dati» | MaremmaOggi Skip to content

Rivoluzione 118: «Sanità gestita dalla politica, non dai dati»

Mentre la Regione lancia il nuovo assetto dell’emergenza-urgenza con più medici e infermieri tra Livorno e le Valli Etrusche, il gruppo civico “Avanti San Vincenzo” scrive all’Asl: «In estate passiamo da 6mila a 50mila presenze, ma restiamo senza presidio medico stabile rispetto a realtà più piccole»
Automedica

SAN VINCENZO. Una riorganizzazione territoriale che promette un importante potenziamento dei mezzi di soccorso avanzato e un incremento del personale sanitario sul campo ha preso avvio lo scorso 18 maggio. Il piano punta a creare una rete sempre più integrata tra il mondo del volontariato, il personale infermieristico e le équipe medico-infermieristiche.

I numeri del potenziamento, a livello teorico, parlano chiaro: nel livornese i sanitari operativi sui mezzi avanzati saliranno da 3 a 5, mentre nell’area delle Valli Etrusche si passerà complessivamente da 4 a 8 professionisti dedicati all’emergenza, con mezzi distribuiti tra Rosignano, Cecina, Donoratico, Venturina e Piombino.

L’obiettivo dichiarato dall’Azienda sanitaria è migliorare le risposte “tempo-dipendenti”, Tuttavia, l’avvio della riforma ha immediatamente innescato un pesante cortocircuito politico e territoriale sulla costa.

A sollevare il caso è il gruppo consiliare e politico “Avanti San Vincenzo”, che contesta frontalmente i criteri di distribuzione dei mezzi avanzati e punta il dito contro le istituzioni.

L’affondo di Avanti San Vincenzo

 

La critica sollevata dal gruppo non si muove sulla richiesta di nuove risorse, ma sulla logica della loro distribuzione geometrica. Il cuore del problema è la fortissima stagionalità turistica della costa livornese.

«San Vincenzo passa da circa 6.000 residenti nei mesi invernali a oltre 50.000 presenze durante il periodo estivo» spiegano da Avanti San Vincenzo. Una metamorfosi radicale che porta con sé un aumento esponenziale della mobilità, un picco inevitabile degli interventi di emergenza e una pressione insostenibile sul sistema sanitario locale.

«Di fronte a questi numeri – continua la nota del gruppo – riteniamo legittimo chiedere se l’attuale organizzazione del servizio 118 sia realmente calibrata sulle esigenze che il territorio esprime nei mesi di massima affluenza. La nostra riflessione nasce esclusivamente da un principio di responsabilità e tutela della sicurezza pubblica. Non chiediamo privilegi, non chiediamo nuove risorse. Chiediamo semplicemente che ogni valutazione venga effettuata sulla base di dati ufficiali del 118, tempi medi di intervento e flussi reali delle emergenze».

Il confronto con Venturina e Castagneto

A far discutere è la mappa dei presidi avanzati, ovvero i mezzi che prevedono un medico o un infermiere a bordo tutto l’anno. San Vincenzo si trova geograficamente stretta tra due realtà che, nel nuovo piano, dispongono di un mezzo con sanitario fisso: da un lato Venturina Terme, con una popolazione che rimane sostanzialmente stabile durante l’anno, e dall’altro Castagneto Carducci, che pur avendo una crescita turistica estiva simile a quella di San Vincenzo, ha ottenuto tutele diverse.

«Alla luce di questo, riteniamo doveroso aprire una riflessione seria e trasparente sull’adeguatezza della distribuzione dei mezzi di emergenza durante il periodo estivo» incalzano i civici.

Muro di gomma istituzionale: esposto formale all’Asl

La polemica si sposta ora sui tavoli tecnici dei vertici sanitari, complice quello che viene definito un “silenzio assordante” da parte della politica locale.

«Nei giorni scorsi abbiamo portato questo tema all’attenzione pubblica e degli organi di stampa locali, chiedendo risposte chiare e un confronto basato su dati oggettivi. Ad oggi, però, non è arrivata alcuna risposta ufficiale da parte di chi avrebbe il dovere istituzionale di affrontare e chiarire una questione che riguarda direttamente la sicurezza del territorio».

Per rompere quello che considerano un muro di gomma, il gruppo ha deciso di scavalcare il livello politico cittadino e di trasmettere formalmente tutte le osservazioni direttamente al dottor Nicola Bertocci, direttore della centrale operativa 118 sud e dell’area emergenza-urgenza dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest.

La richiesta sul tavolo del direttore è netta: un confronto tecnico immediato.

«Vorremmo risposte concrete, fondate su dati ufficiali, analisi trasparenti e valutazioni oggettive, affinché ogni decisione possa essere assunta esclusivamente nell’interesse della sicurezza dei cittadini, dei residenti e delle migliaia di turisti. Perché quando si parla di emergenza sanitaria non dovrebbero contare le logiche di partito o gli equilibri elettorali di campanile. Dovrebbero contare esclusivamente la sicurezza delle persone, i tempi di intervento e le reali esigenze del territorio».

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