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Rapina alle Poste: domiciliari con il braccialetto elettronico

Il colpo con una pistola scacciacani: decisivo il rapido intervento dei carabinieri, recuperati più di mille euro
Le poste di via Volta a Piombino, dove c'è stata la rapina
Una pattuglia dei carabinieri davanti alle poste in via Volta

PIOMBINO. Ai domiciliari con il braccialetto elettronico. È questa la decisione del giudice dopo l’udienza di convalida dell’arresto dell’uomo che nel pomeriggio di giovedì 7 maggio ha rapinato l’ufficio postale di Piombino. 

I militari avevano arrestato in flagranza di reato un uomo di poco più di trent’anni, originario di una provincia del nord Italia ma residente sull’isola d’Elba, ritenuto responsabile di una rapina aggravata ai danni di un ufficio postale di Piombino.

L’intervento è scattato dopo una segnalazione arrivata al 112 Nue e trasferita alla centrale operativa dei carabinieri di Piombino. Nella chiamata veniva indicata una situazione sospetta all’interno dell’ufficio postale, con la possibile presenza di un intruso.

Immediato l’arrivo sul posto di una pattuglia impegnata nei servizi di controllo del territorio. I sospetti si sono rivelati fondati: il malvivente si era introdotto nell’ufficio postale e, sotto la minaccia di un’arma corta, successivamente risultata una pistola scacciacani, si era fatto consegnare oltre mille euro in contanti, nascondendo il denaro all’interno di uno zaino.

Fermato poco dopo il colpo

Il tempestivo intervento dei carabinieri, supportato anche dalle informazioni fornite da alcuni testimoni, ha consentito di bloccare il sospettato nelle immediate vicinanze dell’istituto postale. L’uomo era ancora in possesso dello zaino contenente 1.070 euro, somma poi recuperata dai militari.

Le successive ricerche, svolte in collaborazione con un equipaggio del commissariato di polizia di Piombino, hanno permesso di rinvenire anche alcuni indumenti utilizzati durante il colpo e la stessa pistola scacciacani impiegata per minacciare il personale.

Disposti i domiciliari con braccialetto elettronico

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Livorno. Successivamente l’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri, disponendo per il trentenne la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

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