PIOMBINO. C’è un momento esatto in cui un’atleta smette di essere una promessa e inizia a percepirsi come una realtà del circuito professionistico. Per Noemi Basiletti, quel momento sembra essere arrivato. Reduce da un’importante esperienza internazionale, con la vittoria contro Ajla Tomljanović agli Internazionali Bnl di Roma, abbiamo incontrato il suo primo importante coach, Roberto Catalucci per fare il punto sulla crescita di una delle giovani atlete più interessanti del panorama italiano.
Roberto Catalucci non è solo un allenatore di tennis; è un profondo conoscitore del vivaio azzurro, un tecnico capace di vedere il talento prima che diventi cronaca sportiva. Storica figura di riferimento per il tennis toscano, legato all’Atp Piombinese e successivamente attivo a San Vincenzo e Pontedera, oltre ad aver formato i migliori coach nazionali, Catalucci ha fatto della formazione giovanile la sua missione.
È stato lui a forgiare il carattere agonistico di Noemi Basiletti, guidandola attraverso undici titoli nazionali e internazionali, e rimanendo per lei una bussola costante anche quando le strade del professionismo l’hanno portata lontano dall’Italia.
Oggi, Catalucci osserva con orgoglio la trasformazione della sua “allieva”.
Le origini: l’intuizione materna e i primi trionfi
Tutto inizia a Piombino. È la madre di Noemi, forte di un passato nell’agonismo, a cercare Catalucci: «Si informò su dove fossi e me la portò a Piombino», ricorda il coach. Il sodalizio è immediato e vincente. Già nel 2014, Noemi trionfa a Milano nell’Under 12, portando a casa il primo titolo con la maglia dell’ATP Piombinese.
Dal 2014 al 2018, la Basiletti si allena a Piombino, prima di trasferirsi a San Vincenzo fino al 2020. Sotto la guida di Catalucci, Noemi diventa una “collezionista” di scudetti: quattro titoli italiani (Under 12 a Milano, Under 13, Under 14 e il doppio Under 12) e ben sette titoli internazionali del circuito Tennis Europe.

La chiamata di Nadal: una borsa di studio da record
Il 2020 segna una svolta internazionale. Dopo la vittoria dell’ultimo scudetto Under 14, arriva la chiamata che cambia la vita: la Rafa Nadal Academy di Manacor, in Spagna.
«L’avevano vista giocare e le chiesero di fare un provino. Noemi chiese consiglio a me», spiega Catalucci. Noemi chiese consiglio al suo allenatore e la risposta fu immediata: un’occasione unica.
Così, Noemi vola in Spagna con una borsa di studio da 224.000 euro totali (54.000 euro l’anno).
Ma a Manacor non conta solo il dritto: «Lo studio viene al primo posto. Se studi confermi la borsa, altrimenti ti mandano via».
In quei quattro anni, Noemi non solo si diploma alla scuola americana imparando inglese, tedesco e spagnolo, ma matura come donna prima ancora che come atleta.
Il ritorno in Italia e l’approdo a Torino

Dopo il diploma, Noemi rifiuta le opportunità formative nelle università americane per tornare in Italia. Dopo una parentesi poco fortunata a Forte dei Marmi dove non si è creata la giusta sintonia con gli allenatori, è ancora una volta il rapporto di fiducia con Catalucci a indicarle la via. Su richiesta del padre, il coach la indirizza verso un collega di fiducia al Circolo Stampa Sporting di Torino.
È qui che Noemi trova l’equilibrio ideale, coronato dalla “wild card” per gli Internazionali di Roma. Al Foro Italico, l’azzurra ha firmato un exploit incredibile, battendo giocatrici di rilievo come la russa Maria Timofeeva prima di cedere con onore all’ucraina Elina Svitolina, ex numero 3 del mondo.
La svolta mentale
Secondo Catalucci, il salto di qualità più evidente non è stato tecnico, ma psicologico.
«Credo che Noemi abbia tratto da questo torneo la consapevolezza di poter diventare una grande interprete di questo sport». Il coach sottolinea come la Basiletti soffrisse in passato di una leggera carenza di autostima, colmata ora da una “autoefficacia percepita” che le ha permesso di giocare alla pari contro avversarie di caratura mondiale. «Noemi è sempre stata una ragazzina introversa», confida Roberto Catalucci, il coach che l’ha accompagnata per sei anni e che ancora oggi ne segue ogni passo.
«Oggi è evidente che ha costruito la propria personalità: da ragazza è diventata una donna. L’ho ascoltata nelle interviste internazionali e mi è sembrata intelligente, equilibrata e molto consapevole della strada che deve ancora percorrere».
Il riferimento è chiaro: aver tenuto testa a campionesse del calibro di Elina Svitolina.
«Aver giocato alla pari, creando le condizioni per essere in vantaggio di otto giochi con la Svitolina, significa che a quel livello ci sei». Questa nuova sicurezza sarà la base per affrontare la parte restante della stagione con “nuovi mezzi”.
Una scuola di campionesse

Il successo di Noemi non nasce dal nulla, ma da un ambiente d’eccellenza. Al Circolo Tennis Pontedera, Basiletti ha avuto l’opportunità di allenarsi regolarmente con atlete che oggi dominano il ranking WTA.
«Sotto la mia guida si è allenata spesso con Jasmine Paolini e Martina Trevisan».
Il passaggio dall’essere una “sparring partner” d’eccezione a trovarsi nello stesso tabellone di Aryna Sabalenka o della stessa Paolini segna un cambio di passo decisivo.
«Un conto è allenarsi, un conto è trovarsi nello stesso tabellone internazionale e competere per un torneo di questa grandezza» spiega Catalucci.
Un percorso internazionale
La preparazione della Basiletti è dunque un mosaico di esperienze di alto livello: dalla Rafa Nadal Academy allo Stampa Sporting di Torino (sede delle ATP Finals), fino alla base fissa a Pontedera.
«Quando hai queste occasioni e hai le qualità, diventa difficile non sfondare» conclude Catalucci.
Il messaggio è che Noemi Basiletti ha tutto ciò che le serve – strutture, talento e ora anche la mentalità – per scalare le vette del tennis mondiale. Il resto della stagione dirà quanto lontano potrà arrivare.
Analisi tecnica: i punti di forza e le aree di crescita
Basiletti è una giocatrice che sembra esaltarsi quando il livello delle avversarie si alza.
Noemi è una “controattaccante da fondo” spiega Catalucci. Nonostante un gioco propositivo, predilige avversarie che impostano lo scambio e comandano il gioco. Proprio per questo si è trovata a suo agio contro le top 100 a Roma: la sua intelligenza tattica le permette di contrattaccare con una precisione millimetrica.
Tra i suoi punti di forza vi è senza alcun dubbio l’anticipazione motoria: «Noemi possiede una straordinaria capacità di “leggere” la palla in anticipo, compensando così l’attuale gap di forza fisica – spiega il coach -. Ma è dotata anche di un tocco eccellente. Il suo rovescio è un’arma solida, così come il rovescio in back».
«Non dimentichiamo che lo scorso anno ha vinto gli Internazionali d’Italia di doppio a Milano e il prestigioso torneo di Santa Croce. Sa giocare benissimo volée e “schiaffi al volo” sia di dritto che di rovescio».
Secondo Catalucci, che si confronta quotidianamente con l’attuale tecnico di Noemi, Gennaro Volturo, la chiave per il futuro risiede nella potenza.
«Deve migliorare nel dritto e nella pesantezza della palla al servizio. Ma, soprattutto, deve mettere forza nelle gambe».
Il potenziamento muscolare degli arti inferiori sarà fondamentale per permetterle di trasformare la fase difensiva in offesa e per garantirle quella dinamicità necessaria a scendere a rete con maggiore frequenza.
«Noemi è una delle migliori atlete in termini di prospettiva», conclude Catalucci. «La Federazione ha fatto bene a scommettere su di lei a Roma. Adesso inizia la fase dell’autonomia, quella che le darà il pieno diritto di sedere stabilmente al tavolo delle grandi».
La cavalcata romana e la realtà del ranking
Il recente exploit agli Internazionali d’Italia è stato possibile, infatti, grazie alla Federazione, che le ha concesso una wild card per le prequalificazioni. Da lì, Noemi ha superato due turni di qualificazione, strappando il pass per il tabellone principale. La vittoria contro Ajla Tomljanović (n. 88 WTA) e la sfida contro la n. 10 del mondo, Elina Svitolina, hanno acceso i riflettori su di lei.
I numeri parlano chiaro: Noemi ha iniziato il torneo da numero 427 del ranking ed è già balzata alla posizione 321. Tuttavia, la strada per i tabelloni di Wimbledon, Parigi o Melbourne è ancora in salita.
«Per entrare nei Grand Slam occorre essere tra le prime 200 – spiega Catalucci – Non potendo contare su wild card all’estero, ora deve continuare a lottare in tornei complessi come il 125mila di Parma, per conquistare quei punti necessari a giocare stabilmente a livelli più alti».
Una prospettiva radiosa
Per Roberto Catalucci, vedere Noemi competere su certi palcoscenici è la conferma di un lavoro iniziato quando era solo una bambina.
«È una ragazza che ha avuto occasioni, qualità e la determinazione di sfruttarle», conclude il tecnico.
Da Piombino alla Spagna, fino ai vertici del tennis mondiale: la storia di Noemi Basiletti è appena all’inizio, ma le radici sono solide e profonde.