Emergenza acqua nei palazzi alti: «Costretti a lavarci nel bidet, situazione gravissima» | MaremmaOggi Skip to content

Emergenza acqua nei palazzi alti: «Costretti a lavarci nel bidet, situazione gravissima»

Crisi infinita tra via Petrarca e piazza della Costituzione. I residenti: «Pressione assente e impossibilità di installare le autoclavi». Le posizioni di Asa e Comune
Pressione dell’acqua assente nei condomini di via Petrarca e piazza della Costituzione

PIOMBINO. Vivere al sesto, settimo o ottavo piano a Piombino sta diventando un esercizio di sopravvivenza. Nelle aree di via Petrarca e piazza della Costituzione, quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale, l’accesso all’acqua potabile, è diventato un miraggio per decine di famiglie.

La causa? Una pressione idrica che non riesce più a sfidare la gravità, lasciando i residenti dei palazzi privi di autoclave in una situazione di precarietà igienica insostenibile.

I residenti: «Costretti a lavarci nel bidet»

Le testimonianze che arrivano dai condomini sono al limite del paradossale. «L’acqua arriva pianissimo, se non addirittura per niente – denunciano gli abitanti –. L’acqua calda è un lusso che non possiamo permetterci perché la pressione non è sufficiente a far partire le caldaie. Spesso siamo costretti a lavarci nel bidet perché è posizionato più in basso: al lavandino, che è appena trenta centimetri più in alto, l’acqua non esce proprio».

Una routine fatta di rinunce: niente docce, elettrodomestici inutilizzabili e l’impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane.

«Siamo in contatto costante con l’amministratore – aggiungono -, abbiamo sentito Comune e Asa, ma dopo mesi la situazione è ancora gravissima».

Il rebus dell’autoclave: mancano gli spazi

Se la soluzione tecnica sembra essere l’installazione di un’autoclave, la realtà logistica dei palazzi storici di Piombino complica tutto. Molti condomini, infatti, non hanno spazi comuni idonei per ospitare i serbatoi e le pompe necessarie.

La disperazione è tale che alcuni privati si stanno organizzando per acquistare garage al solo scopo di ricavare lo spazio tecnico per l’autoclave. Un investimento economico enorme.

Il rimpallo: tra Comune e regolamento Asa

Il Comune di Piombino prova a mediare, ma i tempi della burocrazia non coincidono con quelli dei cittadini.

«C’è un confronto quotidiano con Asa – fanno sapere dall’Amministrazione –. Siamo fiduciosi di arrivare a una soluzione in tempi brevi».

Dal canto suo, Asa resta ferma sulla propria posizione tecnica e normativa. Secondo il gestore, la rete pubblica funziona perfettamente:

«Non risultano problematiche tecniche sulla rete di nostra competenza. L’azienda è, comunque, a conoscenza dei disagi segnalati da alcuni condomini e, proprio per venire incontro alle esigenze degli utenti, sono stati effettuati dei precisi controlli per verificare la pressione costante tra 2,7 e 2,9 bar. Ricordiamo che Asa non può intervenire sugli impianti privati e che, secondo il regolamento del servizio idrico integrato (approvato dall’Autorità idrica toscana), spetta ai privati procedere con le verifiche interne e l’eventuale esecuzione di tutti gli interventi atti ad adeguare le proprie strutture interne per risolvere la situazione».

Il regolamento citato, aggiornato nel 2022, dice chiaramente che sopra una certa altezza o in determinate condizioni, l’onere della spinta idrica ricadrebbe sull’utente finale.

Un diritto che non può attendere

Tuttavia, tra i commi dei regolamenti e i bar di pressione misurati ai piedi dei palazzi, resta il vuoto nei rubinetti dei cittadini. Mentre le istituzioni discutono di competenze e normative, in via Petrarca e Piazza della Costituzione c’è chi ancora oggi non può fare una doccia.

Il problema non è più solo tecnico, ma di dignità civile: un bene primario come l’acqua non può restare incastrato nelle maglie di un cavillo burocratico.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su