PIOMBINO. Ha vissuto per diversi anni in una casa famiglia gestita da suore e frati a Piombino, poi nel tempo ha scoperto una fede diversa. È così che si può raccontare la storia spirituale di Jennifer Mezzetta, fondatrice dell’Unione Satanisti Italiani (Usi).
L’Usi è un’associazione culturale fondata nel 2010 e non è riconosciuta come confessione religiosa dallo Stato. Si presenta come uno spazio di divulgazione e confronto per chi si riconosce nel satanismo.
«Sono cresciuta in una casa famiglia a Piombino a causa di alcuni problemi familiari. Ho un ottimo ricordo di quegli anni, i frati e le suore erano persone meravigliose dal punto di vista umano – racconta – Con loro ho mantenuto un rapporto negli anni: scrivevo lettere indirizzate loro e sono tornata anche a trovarli. Quando hanno scoperto che ero una satanista mi hanno allontanata e questo mi ha ferita, perché ero molto affezionata a loro».
Jennifer non si definisce né sacerdotessa né guida spirituale. «Sono satanista e nella nostra associazione non esiste alcuna gerarchia, proprio per evitare un rapporto di subordinazione tra maestro e adepto. Non è prevista neppure una quota d’iscrizione – spiega – Abbiamo una visione diversa di Satana: per noi è un’entità antica che non è contro l’uomo. Nella mia esperienza personale si è manifestata come donna, ma questa è una percezione soggettiva».
Satanismo e vita privata
Sono molti i culti nel mondo, alcuni più individualisti e altri più comunitari. Ma quello che segna una religione, secondo Jennifer, è la ricerca del giusto, azioni che riportate nel mondo possono migliorarlo un po’: ed è questa la base di ciò in cui crede. Per lei il satanismo è la ricerca di un bene personale che diventa, poi, collettivo.
«Ho scoperto di essere satanista, non lo sono diventata. È come un seme dentro di noi, una natura personale che si scopre osservando il mondo che ci circonda – dice – Siamo persone libere, che si sono rese conto di avere qualcosa di diverso dentro e che hanno seguito piccoli o grandi segni che ci hanno portato in una direzione differente. Questo è anche lo scopo dell’associazione: far capire che si possono prendere strade diverse rispetto a quello che ci è stato insegnato da piccoli».
«Siamo una minoranza che vive nel pregiudizio e in molti nascondono la loro fede per non avere ripercussioni nella vita, che siano sul lavoro o nella famiglia – continua – Con l’Usi abbiamo fatto una raccolta fondi per colonie feline e canili. In alcuni casi la donazione non è stata accettata perché temevano che potessimo chiedere gli animali per sacrificarli. Ma noi veneriamo ogni animale e non faremmo mai loro del male».
Il pregiudizio verso questo culto, spiega, è radicato nella società. «Conosco molte storie e in diverse situazioni alcuni dei miei fratelli e sorelle si sono trovati a vivere momenti spiacevoli a causa del loro culto – dice – A una madre è successo che il padre dei suoi figli facesse leva su questo durante la procedura per l’affidamento. Viviamo continuamente sotto il pregiudizio, nonostante essere satanisti non significhi essere criminali».
Satana è donna, ma solo per Jennifer
Dalle parole di Jennifer emerge un mondo diverso rispetto a quello immaginato da molti. Un mondo mistico, fatto di spiritualità e divinità che accompagnano l’essere umano. Non si parla di bene, ma di giusto, fondato sul rispetto del prossimo e su azioni che influenzano il mondo.
«La morale etica per noi è qualcosa di intrinseco che ci guida – dice – Ogni giorno ci impegniamo ad applicare i principi in cui crediamo. Quando mi è apparsa un’entità ho capito che Satana è donna, ma questa è una mia esperienza personale e non posso sapere se sia così per tutti, perché gli Dei scelgono come mostrarsi».
Spiritualismo ed esoterismo, secondo la sua visione, s’intrecciano al nostro mondo. «Esiste una realtà a più strati, che può intravedere chi ha una certa sensibilità. Si tratta di riuscire a vedere il lato nascosto della natura – dice – La quotidianità porta l’essere umano a spegnersi un po’ e a scollegarsi dalla natura stessa».
«Satana è contro un sistema, non contro l’essere umano: è contro chi usa l’ignoranza per controllare gli altri – continua – Credo che la nostra religione sia stata demonizzata perché serviva un capro espiatorio. Basti pensare agli Epstein Files e di quanto anche lì abbiano dato la colpa al satanismo».
L’acidismo e le sette
Le realtà settarie non coincidono con una religione in sé. Come spiegano sociologi e studiosi dei nuovi movimenti religiosi, le dinamiche settarie possono svilupparsi in qualunque contesto spirituale quando emergono manipolazione, controllo psicologico e sfruttamento. In questi casi la religione può diventare uno strumento per avvicinare le persone e creare dipendenza, fino ad arrivare, nei casi più gravi, ad abusi economici o sessuali.
La cronaca internazionale ha mostrato come alcune derive si siano verificate anche all’interno di gruppi religiosi chiusi e isolati. È il caso della “Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter-Day Saints”, scissione fondamentalista mormone, il cui leader Warren Jeffs è stato condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per abusi sessuali su minorenni. Un esempio che mostra come il problema non sia la religione in sé, ma la struttura chiusa e autoritaria del gruppo.
«Siamo un culto libero, nel senso che chiunque può entrare e uscire dall’associazione senza avere alcun tipo di conseguenza – dice Jennifer – Quando ho fondato l’Unione l’ho fatto per due motivi principali: la divulgazione del mio credo per provare ad abbattere i pregiudizi e offrire uno spazio in cui le persone possano comprendere la loro natura senza nessuna pressione esterna».
L’Usi e le Bestie di Satana
Le Bestie di Satana, gruppo responsabile di omicidi tra gli anni Novanta e Duemila, vengono spesso associate al satanismo nell’immaginario collettivo.
«L’acidismo infuenza i culti abusanti e sono una deviazione delle religioni, io ho voluto creare un posto dove potersi avvicinare al satanismo in modo sano, senza persone ambigue o truffatori – dice Jennifer – Anche gli ex-membri del gruppo dicono che il satanismo non c’entrava, ma che ne usavano l’iconografia. Insomma, usavano immagini forti, ma erano più anti-cristiani che satanisti».
«Noi ci distanziamo da questa visione e non abbiamo nessuna gerarchia, proprio per evitare una dinamica adepto\maestro. Io stessa non mi faccio chiamare sacerdotessa – conclude – Nessuno dice all’altro come deve vivere, anche perché sarebbe incoerente con il concetto di libertà religiosa su cui si fonda il nostro credo. Abbiamo creato un posto in cui ci si può avvicinare al satanismo senza correre il pericolo di cadere in una psico-setta».