CAMPIGLIA MARITTIMA. Via Enos Cerrini è ufficialmente chiusa al traffico ormai da un paio di giorni per consentire la realizzazione del nuovo ponte sul fosso Corniaccia, un’opera definita dall’Amministrazione comunale come fondamentale per aumentare la sicurezza del territorio e ridurre il rischio idraulico.
Tuttavia, il primo giorno di cantiere ha portato con sé pesanti ripercussioni sulla viabilità, scatenando una scia di polemiche tra i cittadini e gli automobilisti.
Il cantiere di via Cerrini

Se da un lato il Comune di Campiglia Marittima professa la linea del “disagio temporaneo per un beneficio duraturo“, assicurando che seguirà costantemente l’andamento del cantiere per ridurre al minimo i tempi di chiusura, la realtà sul asfalto si è dimostrata subito complessa. Nelle ultime ore si registrano infatti file interminabili sulla variante a quattro corsie in direzione Venturina.
Il problema principale, sollevato a gran voce da residenti e automobilisti, riguarda la segnaletica e la gestione dei flussi di traffico. Chi non conosce la viabilità locale si trova imbottigliato e disorientato: moltissime auto arrivano fino all’altezza della Petti per poi accorgersi del blocco, ritrovandosi costrette a fare inversione di marcia senza avere la minima idea di quale percorso alternativo seguire per raggiungere il centro o le attività della zona.
La polemica social: il malcontento degli automobilisti

Il malcontento dei cittadini si è riversato immediatamente sui social, dove i commenti al post del Comune hanno messo in luce le falle principali di queste prime giornate di passioni. La critica più rilevante riguarda la gestione della segnaletica: moltissimi utenti evidenziano come manchino cartelli preventivi sulla variante a quattro corsie prima dell’uscita di Venturina, costringendo chi esce a trovarsi davanti a un vero e proprio “muro” d’auto senza sapere dove andare, creando così imbuti pericolosi.
«Andavano messi i cartelli ben visibili sulla quattro corsie prima dell’uscita di Venturina. La gente esce, si trova il muro e non sa dove andare, creando imbuti pericolosi» sottolinea un utente.
Questa totale assenza di indicazioni chiare si traduce in un autentico dramma per chi viene da fuori, come turisti o corrieri che non conoscono il tessuto urbano. A peggiorare la situazione ci si mettono anche i navigatori satellitari come Google Maps o Waze, che continuano a indicare via Cerrini come transitabile, guidando gli ignari automobilisti dritti verso il vicolo cieco all’altezza della Petti: «Chi non è del posto è nel panico totale, girano a vuoto e tornano indietro sulla variante intasando tutto».
Il risultato è il panico totale, con auto che girano a vuoto prima di fare inversione e tornare sulla variante, intasando ulteriormente la viabilità.
Dall’altra parte della strada
A seconda del lato da cui si accede all’area, la situazione logistica si fa ancora più intricata. Da una parte, all’altezza di piazza Firenze, la presenza di spazi più ampi e di alcuni parcheggi sacrificati ha permesso la creazione di una rotonda provvisoria per far girare i veicoli e farli tornare indietro. Lo scenario cambia drasticamente sul lato opposto, in direzione della stazione: qui lo spazio è ridotto al minimo, le transenne sbarrano la strada davanti alle abitazioni e i conducenti vengono dirottati verso il deposito comunale. In questo punto, senza una rotonda di sfogo, gli automobilisti sono costretti ad arrangiarsi tra inversioni a U improvvisate e manovre azzardate in stradine secondarie strette e inadeguate a sostenere una simile mole di traffico.

Paura per l’economia locale, commercianti nel panico
In questo scenario, la preoccupazione è altissima anche tra i commercianti e i clienti della zona.
Nonostante l’invito istituzionale a sostenere i negozi del quartiere, gli esercenti sottolineano come i percorsi alternativi, se non segnalati a dovere, finiscano per isolare completamente le attività, spingendo le persone a desistere e ad andare altrove a causa dei tragitti troppo lunghi.
«Già è difficile lavorare, così ci isolate completamente. I percorsi alternativi allungano il tragitto e se non sono indicati a dovere la gente desiste e va da un’altra parte», fa notare un esercente locale.

Infine, non mancano le polemiche sulle tempistiche e sulla gestione stessa del cantiere. Molti cittadini chiedono a gran voce che si lavori su più turni e anche il sabato per accelerare l’opera, nel timore diffuso che, senza un’organizzazione serrata dei turni, la zona sia destinata a vivere un vero e proprio inferno quotidiano per mesi: «Se i tempi sono lunghi, spero si lavori anche il sabato o su più turni, altrimenti qui per mesi sarà un inferno quotidiano».
Nonostante l’Amministrazione abbia ribadito che i percorsi alternativi sono attivi e che il passaggio pedonale in sicurezza sarà sempre garantito, l’avvio del cantiere dimostra che la segnaletica temporanea necessita di un immediato correttivo, specialmente per intercettare il flusso di veicoli sulla quattro corsie prima che sia troppo tardi, evitando così che il traffico di Venturina rimanga completamente paralizzato.