CAMPIGLIA MARITTIMA. Lì, in mezzo a quell’oliveta affacciato sul mare, nella tenuta appartenuto al suo bisnonno, Gino Paoli sognava di organizzare un concerto, «con le persone sedute a terra, dove capita». Quel sogno non si è mai realizzato ma quella terra a Campiglia Marittima, in via di Botramarmi, è stata il rifugio di una vita, dove gli spartiti venivano messi in un cassetto per dedicarsi al lavoro dei campi.
La notizia della sua morte ha colpito anche questo angolo di Maremma, dove Paoli aveva costruito un legame profondo con la terra, con gli ulivi e con una dimensione semplice e concreta della vita.
La casa in Maremma e la famiglia
Nella casa maremmana Paoli trascorreva lunghi periodi insieme ai figli Niccolò e Tommaso, alla figlia Amanda Sandrelli e alla moglie Paola Penzo. Un luogo intimo, familiare, lontano dal mondo dello spettacolo. Quel legame con la campagna non era solo una passione tardiva, ma una continuità familiare: gli stessi campi erano stati lavorati dal padre, dal nonno e dal bisnonno.
L’olio, una passione di famiglia
A Campiglia Marittima nasce anche “L’olio dei Paoli”, prodotto dall’azienda agricola del figlio Niccolò. Paoli non ha mai nascosto quanto quell’attività fosse centrale nella sua vita, più ancora della musica in certi momenti. Non un hobby, ma una scelta precisa, quasi un ritorno alle origini.
Il racconto del 2015: «Il guadagno è un incidente»
In un’intervista del 2015, durante il Santa Paolina Day a Follonica, Paoli raccontava così il suo rapporto con gli ulivi: «Faccio olio perché mio padre faceva l’olio, come mio nonno e come anche il mio bisnonno».
Il podere, tra Campiglia e San Vincenzo, era coltivato insieme al figlio. Un lavoro fatto con curiosità e rispetto, costruito negli anni anche attraverso lo studio e il confronto con altri agricoltori. «Con il lavoro di cantante ho girato l’Italia e ogni volta che ho potuto sono andato a visitare gli oliveti locali, ho studiato le potature e parlato con i contadini. Il bello è che non si finisce mai di imparare».
E sull’aspetto economico era sempre stato molto chiaro: «Non è un’attività che fai per i guadagni, anzi, il guadagno è un incidente. Fare olio di qualità costa tantissimo».
«Per essere felice basta l’olio, un gatto e il mare»
Il suo era un rapporto quasi filosofico con la terra, ereditato dal nonno e tramandato al figlio: «Ogni volta che ho un dubbio penso a lui e cerco di trasmettere i suoi insegnamenti». E, con la poesia che ha sempre caratterizzato le sue canzoni, chiudeva così quel racconto: «Per essere felice a me basta l’olio, un gatto e il mare».
La sindaca Ticciati: «Un onore averlo a Campiglia»
Queste le parole della sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati.
«Con profondo dispiacere apprendiamo della scomparsa di Gino Paoli, tra i più grandi cantautori del nostro Paese, autore di brani indimenticabili e intensi come “Il cielo in una stanza”.
Abbiamo avuto l’onore di averlo a lungo nel nostro Comune, dove aveva proseguito la tradizione familiare della coltivazione degli olivi nella tenuta di Botro ai Marmi».
«A Campiglia Marittima affondavano, infatti, le sue radici, come egli stesso ha raccontato più volte con affetto, ricordando il nonno lavoratore della Magona. Alla moglie, ai figli, e alla famiglia tutta, giungano le più sentite condoglianze della sindaca Alberta Ticciati e dell’intera Amministrazione comunale».