Arcigay replica a Fratelli d'Italia: «Sui diritti Piombino non torni indietro» | MaremmaOggi Skip to content

Arcigay replica a Fratelli d’Italia: «Sui diritti Piombino non torni indietro»

L’associazione interviene dopo le critiche del consigliere Davide Anselmi all’adesione del Comune di Piombino alla Rete RE.A.DY e ai contributi regionali per il Pride Fest: «Difendere le persone dalle discriminazioni non è un’ideologia, ma un dovere delle istituzioni»
Il Pride Fest a Riotorto

PIOMBINO. «I diritti non sono un’opinione e non possono diventare terreno di scontro ideologico». È una risposta dura quella che Arcigay Piombino Rainbow APS rivolge al consigliere comunale di Fratelli d’Italia Davide Anselmi, intervenuto nei giorni scorsi contro l’adesione del Comune di Piombino alla Rete RE.A.DY e contro il contributo regionale destinato al Pride Fest, in programma dal 2 al 5 luglio alla Pinetina di Riotorto.

Per l’associazione, le dichiarazioni del consigliere rappresentano una lettura «ideologica e divisiva» del ruolo delle istituzioni, incapace di cogliere il significato delle politiche dedicate al contrasto delle discriminazioni.

«La Rete RE.A.DY serve a combattere le discriminazioni»

Nel comunicato, Arcigay contesta l’interpretazione fornita dal consigliere sulla Rete RE.A.DY, accusata di promuovere un’agenda esclusivamente legata ai temi LGBTQIA+.

Secondo l’associazione, la rete nazionale nasce invece con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione, favorendo politiche di inclusione e pari opportunità all’interno delle amministrazioni pubbliche.

«Richiamare l’articolo 3 della Costituzione per invocare una presunta neutralità significa ribaltarne il significato», sostiene Arcigay. «La Repubblica è chiamata a rimuovere gli ostacoli che impediscono l’effettiva uguaglianza dei cittadini. Un Comune è davvero la casa di tutti quando protegge anche le minoranze, non quando sceglie di ignorarle».

Il richiamo al delitto di Mirko

Nel documento trova spazio anche un riferimento al recente omicidio di Mirko, ucciso dal padre perché omosessuale, episodio che Arcigay richiama per sottolineare come i fenomeni di odio e omotransfobia siano ancora una realtà.

«Di fronte a una violenza di questo tipo – scrive l’associazione – appare incomprensibile definire discutibile l’impegno delle istituzioni contro l’odio omotransfobico. I vuoti normativi e culturali hanno conseguenze concrete sulla vita delle persone».

Secondo Arcigay, i percorsi di sensibilizzazione e la creazione di spazi sicuri rappresentano strumenti fondamentali per prevenire discriminazioni e violenze.

«La città appartiene a tutti»

L’associazione ribadisce inoltre che amministrare una città significa rappresentare l’intera comunità.

«Il Comune appartiene anche alle persone LGBTQIA+ che vivono, lavorano e pagano le tasse in Val di Cornia», si legge nella nota. «La buona politica costruisce ponti e occasioni di dialogo, non alimenta contrapposizioni».

Arcigay esprime quindi ringraziamento all’Amministrazione comunale di Piombino, che finora ha confermato il sostegno all’adesione alla Rete RE.A.DY e alle iniziative promosse sul territorio.

L’appello in vista del Pride Fest

La nota si conclude con un invito rivolto alla politica e alla società civile.

Per Arcigay, i diritti umani devono restare al di sopra delle appartenenze politiche e ogni forma di odio deve essere contrastata con determinazione.

L’associazione rilancia infine l’appuntamento con il Pride Fest, in programma dal 2 al 5 luglio alla Pinetina di Riotorto, definendolo un’occasione per promuovere conoscenza, inclusione e partecipazione.

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