PIOMBINO. Bastano poche righe sui social per far esplodere un malcontento che, a dire il vero, tra le strade di Riotorto serpeggiava già da tempo. Nelle ultime ore, un post pubblicato all’interno del gruppo social della frazione piombinese ha dato il via a una vera e propria valanga di commenti, condivisioni e reazioni polemiche da parte dei residenti, stanchi di quella che definiscono una «cronica disattenzione» da parte delle istituzioni.
Al centro della contestazione ci sarebbe la mancanza di un presidio medico stabile e fisso.
«Paghiamo i servizi con pensioni e buste paga»
Una questione che tocca da vicino la quotidianità dei cittadini e che ha riaperto una ferita mai del tutto rimarginata: il senso di isolamento che la comunità di Riotorto percepisce rispetto al centro di Piombino.
«Siamo pronti a rivolgerci al Presidente della Regione Toscana e ai giornali. Non ci accontentiamo più dei “si vedrà”, ora vogliamo i fatti».
La protesta a Riotorto non viaggia più solo a mezza bocca tra le strade del paese, ma esplode con forza sulla piazza virtuale di Facebook, intercettando l’esasperazione di una comunità che si sente abbandonata sul fronte più delicato di tutti: quello del diritto alla salute.
A scatenare la polemica è lo sfogo accorato di un residente nel gruppo social della frazione piombinese.
Una fotografia nitida, quasi drammatica, della quotidianità: anziani e malati costretti ad aspettare in coda sotto al sole estivo anche solo per poter ritirare una ricetta medica. Un disagio intollerabile che ha fatto da catalizzatore per mesi di frustrazioni legati alla cronica carenza di medici di medicina generale sul territorio.
Al centro della protesta c’è la dignità dei residenti, una questione di principio.
«Il medico lo paghiamo nelle pensioni e nelle buste paga», si legge nel post che ha incassato decine di commenti solidali e condivisioni. I residenti di Riotorto rivendicano il diritto sacrosanto ad avere un presidio medico stabile e accessibile, rifiutando l’idea che la distanza dal capoluogo debba trasformare la frazione in un «paese dimenticato».
La polemica solleva il velo su una ferita aperta che riguarda molte aree periferiche della Val di Cornia, dove il pensionamento dei vecchi medici di famiglia non viene compensato da sostituzioni stabili, costringendo la popolazione, spesso anziana e con difficoltà di spostamento, a turni estenuanti, tappe forzate in altri comuni o lunghe attese per un appuntamento.
Pronti alla mobilitazione: nel mirino la Regione
La pazienza sembra essere definitivamente esaurita. La proposta emersa dal dibattito online è quella di scavalcare le istituzioni locali per portare la protesta direttamente sui tavoli di Firenze, all’attenzione del presidente della Toscana Eugenio Giani e dell’assessorato alla sanità. L’obiettivo è chiedere un intervento straordinario che garantisca la copertura del servizio medico a Riotorto in tempi brevi.
I cittadini chiedono ora di fare fronte comune, trasformando i commenti digitali in un’azione concreta: una raccolta firme o un appello formale. La palla passa adesso all’Azienda Sanitaria e alla politica, chiamate a dare risposte immediate a una comunità stanca di promesse e che oggi, più che mai, pretende la presenza dello Stato e della sanità pubblica là dove serve: vicino ai cittadini.