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Metropolitan chiuso per almeno altri due anni: il punto sul progetto

Doccia fredda dopo il vertice tra Comune e l’associazione “Viva il Metro”: i lavori di messa in sicurezza richiederanno almeno due anni. Scartate le ipotesi di spazi alternativi come il Cinema Odeon, la cultura in città resta al palo
Il cinema teatro Metropolitan
Il cinema teatro Metropolitan a Piombino

PIOMBINO. Il sipario sul Cinema Teatro Metropolitan rimarrà abbassato ancora a lungo, lasciando Piombino orfana del suo principale punto di riferimento culturale.

Questo è il preoccupante quadro emerso dall’incontro ufficiale svoltosi venerdì 19 giugno in palazzo comunale, che ha visto di fronte il sindaco Francesco Ferrari, il capo di gabinetto Giuseppe Orfino e i rappresentanti dell’associazione “Viva il Metro”, che da mesi monitora la chiusura della struttura, serrata ormai da circa un anno.

Un cantiere senza certezze

Le notizie emerse dal vertice non lasciano spazio a facili ottimismi. Il progetto esecutivo per i lavori di messa in sicurezza dell’edificio si trova infatti ancora in una fase preliminare di stesura e non è stata definita una tempistica certa per il suo completamento.

Secondo le previsioni più ottimistiche fornite dall’Amministrazione, il Metropolitan non riaprirà i battenti prima di due anni: una stima che gli stessi attivisti guardano con estrema prudenza, temendo ulteriori slittamenti.

A sollevare forti perplessità sono soprattutto le proporzioni dell’intervento a fronte dei tempi dilatati: i lavori consistono essenzialmente nel consolidamento di due sole pareti perimetrali. Un intervento tecnico circoscritto che, secondo l’Associazione, viene gestito con tempistiche del tutto sproporzionate rispetto all’urgenza culturale, sociale e civile che il blocco di un intero teatro comporta per la cittadinanza.

Ciò che aggrava lo scenario e trasforma il disagio in una vera e propria emergenza per il territorio – dicono dall’associazione – è la totale assenza di soluzioni provvisorie nel breve e medio termine.

Porte sbarrate alle alternative: i no all’Odeon e alla tensostruttura

Durante l’incontro, i delegati di “Viva il Metro” hanno sollecitato l’Amministrazione a individuare spazi alternativi per garantire la continuità della programmazione cinematografica e teatrale durante i cantieri. La risposta del sindaco è stata tuttavia una doccia fredda: sia l’ipotesi di riattivare lo storico cinema Odeon, sia l’allestimento di una tensostruttura temporanea sono state già esaminate e definitivamente scartate dagli uffici comunali poiché ritenute non percorribili.

Piombino – dicono – si trova così spogliata del suo fulcro creativo, un duro colpo per una città già profondamente colpita negli ultimi anni da una complessa crisi sul piano economico, occupazionale e sociale.

La sponda della Regione e l’ancora del 2027

La mobilitazione dei cittadini, tuttavia, non si arresta. Lo scorso 11 maggio l’associazione ha incontrato l’assessorato alla cultura della Regione Toscana per porre il caso all’attenzione della governance regionale. Firenze ha mostrato immediata sensibilità, dichiarandosi pronta ad attivare una cabina di regia congiunta con il Comune di Piombino per monitorare l’iter burocratico e tecnico dei lavori. Inoltre, la Regione ha confermato che nella primavera del 2027 verrà pubblicato un bando specificamente dedicato alla riapertura e alla valorizzazione dei teatri chiusi in Toscana.

Un’occasione d’oro che l’associazione ha chiesto con forza al Comune di non sciupare, non solo per ottenere finanziamenti per la riapertura, ma anche per pianificare un rilancio e una ristrutturazione più ampia dell’immobile. Resta l’incognita sul futuro: nessuno può sapere in quali condizioni strutturali verserà il Metropolitan tra due anni, quando i lavori dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere ultimati. Proprio per questo il direttivo civico spinge per agire subito con una visione strategica a lungo termine.

Vigilanza civica contro il declino

In chiusura del faccia a faccia, il sindaco Ferrari ha riconosciuto formalmente il valore di “Viva il Metro” come prezioso elemento di stimolo e di controllo civico. Un attestato che l’associazione ha immediatamente tradotto in un impegno formale: la vigilanza rimarrà altissima, la cittadinanza sarà costantemente informata e la pressione sulle istituzioni non calerà.

Il diritto alla cultura di Piombino non può essere lasciato in un’attesa indefinita.

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