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Addio a Quilici, Piombino piange l’uomo che ha fatto la storia dell’atletica locale

Il mondo dell’atletica in lutto per la scomparsa dello storico presidente: un esempio di rigore, onestà e passione
Fabio Quilici

PIOMBINO. La comunità e il mondo dello sport si stringono nel dolore per la scomparsa di Fabio Quilici, o “Fabino” come affettuosamente lo chiamavano i suoi atleti più vicini.

Se n’è andato all’età di 86 anni, dopo un lungo periodo di sofferenza. Un’agonia affrontata con la stessa dignità e coraggio che da sempre hanno contraddistinto tutta la sua esistenza.

Fino a pochissimi mesi fa, la sua presenza era ancora una costante rassicurante al Campo scuola, dove continuava a dispensare con generosità il suo infinito sapere di atletica alle nuove generazioni.

Una vita per l’atletica leggera

Definire il Centro Atletica Piombino una sua “creatura” sarebbe riduttivo. Fabio ne è stato l’anima, il motore e la guida: prima come atleta di valore, successivamente come allenatore appassionato e infine come storico presidente.

La sua figura è stata un pilastro per intere generazioni di sportivi locali, che sotto la sua guida hanno imparato non solo la disciplina della pista, ma anche i valori fondamentali della vita. 

Il passato nel mondo arbitrale

La sua traiettoria sportiva e il suo impegno istituzionale, tuttavia, hanno radici ancora più profonde e poliedriche. Alla fine degli anni ’60, infatti, si era distinto anche come valente arbitro di calcio della Sezione AIA di Piombino. Una passione regolamentare e associativa che lo portò, all’inizio degli anni ’90, a ricoprire la massima carica di presidente della stessa sezione arbitrale, lasciando un’impronta indelebile di rigore, competenza e rispetto delle regole.

Il ricordo di Giuliano Lavagnini: un “doppio” Presidente

Un doppio filo, quello tra l’atletica leggera e l’Associazione Italiana Arbitri, che ha incrociato le vite di molti sportivi del territorio. Tra i ricordi più commossi emerge quello di Giuliano Lavagnini, che ha vissuto Fabio come “doppio Presidente” sia nell’AIA sia al Centro Atletica Piombino dal 2010 al 2015, anno in cui Lavagnini ha cessato l’attività agonistica, e che negli ultimi anni ha avuto la fortuna professionale e umana di assistere l’Associazione in veste di commercialista.

Una colonna portante, un esempio di onestà e rigore, lo ricorda così Lavagnini: «Fabio è stato prima di tutto un amico e una persona di riferimento. Nel lavoro e nello sport era uno stimolo continuo a studiare e a non farsi trovare impreparati. La sua grande onestà e la sua proverbiale pignoleria impedivano qualsiasi forma di superficialità, anche minima, nell’affrontare i piccoli e grandi problemi di una ASD di provincia. Ci mancheranno i suoi messaggi notturni e le sue telefonate domenicali, con quelle domande a volte strane, ma sempre mirate a un unico obiettivo: fare le cose per bene».

Il vuoto e l’eredità morale

Con la scomparsa di Fabio, Piombino perde un pezzo importante della sua storia, un uomo carismatico la cui onestà intellettuale e precisione metodologica hanno rappresentato una vera e propria scuola di vita.

La cittadinanza si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore. Fabio lascia il fratello Renato e le amate figlie Francesca, Giovanna e Maddalena, custodi dell’eredità di un uomo straordinario e di un indimenticabile, insostituibile maestro.

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