Carabinieri bloccati al porto di Piombino, Unarma denuncia: «Traghetti pieni e ore sottratte alla sicurezza» | MaremmaOggi Skip to content

«Costretti a elemosinare un posto sul traghetto»: la denuncia dei carabinieri al porto di Piombino

Il sindacato dei carabinieri denuncia le difficoltà dei militari in servizio all’Elba: «Costretti a lunghe attese per rientrare, servono posti riservati sui traghetti per forze dell’ordine e mezzi di soccorso»
Il porto di Piombino e una macchina dei carabinieri
Il porto di Piombino e una macchina dei carabinieri

PIOMBINO. Finire il servizio, raggiungere il porto in divisa e ritrovarsi a «mercanteggiare» un posto sul traghetto con gli addetti delle compagnie private. È la situazione denunciata dalla segreteria regionale toscana di Unarma, il sindacato dei carabinieri, che punta il dito contro le difficoltà incontrate dai militari impegnati sull’Isola d’Elba durante la stagione turistica.

Secondo il sindacato, l’overbooking dei traghetti e l’assenza di posti riservati ai mezzi delle forze dell’ordine rischiano di trasformarsi in un problema non solo logistico ma anche di sicurezza.

«Bloccati al porto dopo ore di servizio»

La denuncia riguarda in particolare la tratta Piombino-Portoferraio. Unarma racconta di pattuglie che, al termine di una giornata di lavoro sulla terraferma, sono costrette a lunghe attese sulla banchina in attesa che si liberi un posto disponibile per poter rientrare all’Elba.

«Un servizio d’istituto, che si tratti di indagini, adempimenti giudiziari o traduzioni, ha per natura orari imprevedibili – sottolinea il sindacato – e non è possibile programmare il rientro con la precisione di una gita domenicale».

Con l’arrivo dell’alta stagione e il picco dei flussi turistici, i militari si troverebbero così bloccati al porto di Piombino, con inevitabili ripercussioni sull’attività di controllo del territorio elbano.

«Ore in meno di sicurezza e costi per lo Stato»

Per Unarma il problema non riguarda soltanto l’efficienza del servizio.

«Ogni ora che una pattuglia trascorre ferma al porto di Piombino è un’ora in meno di presidio e controllo del territorio sottratta alla comunità elbana», si legge nel comunicato.

Ma c’è anche un aspetto economico.

Le attese forzate, secondo il sindacato, comportano infatti un aumento delle ore di straordinario, il prolungamento delle indennità di missione e un conseguente aggravio dei costi a carico dell’amministrazione pubblica e quindi dei contribuenti.

La richiesta: posti riservati sui traghetti

Unarma Toscana lancia un appello alla Regione Toscana e alla Prefettura di Livorno chiedendo un intervento strutturale.

La proposta è quella di garantire almeno uno o due stalli per ogni corsa, riservati esclusivamente ai mezzi delle forze dell’ordine e ai mezzi di soccorso, prevedendo inoltre un protocollo che consenta l’imbarco prioritario sulla prima nave disponibile.

«I carabinieri garantiscono la sicurezza dell’Arcipelago Toscano ogni giorno, affrontando già i disagi legati all’insularità. È dovere della politica e delle istituzioni garantire loro le condizioni minime per svolgere il proprio lavoro con serenità e rispetto, senza dover chiedere “per favore” un diritto che dovrebbe essere garantito da un codice di servizio», conclude il sindacato.

La denuncia, firmata della segreteria generale regionale di Unarma Toscana, apre ora un tema destinato a far discutere in vista del pieno della stagione estiva e dell’aumento dei collegamenti con l’Elba.

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