PIOMBINO. All’alba del 1° giugno 2026, alle ore 5:37, pochi minuti prima del sorgere del sole, il fotografo Daniele Celestini è riuscito a immortalare un raro allineamento tra la Luna piena, la Rocca di Populonia e il Monte Capanne, la vetta più alta dell’Isola d’Elba.
Una pianificazione millimetrica
Lo scatto ha richiesto una profonda conoscenza del territorio e una complessa pianificazione. Celestini ha studiato per mesi l’evento, effettuando numerosi sopralluoghi sul territorio della Val di Cornia per trovare l’azimut e il punto di ripresa perfetti.
Per calcolare l’esatta traiettoria del satellite e la sua interazione con il paesaggio, il fotografo si è avvalso di simulazioni digitali e di app tecniche come Peakfinder, strumento utilizzato per verificare con precisione la posizione degli elementi geografici e astronomici coinvolti.
«Il mio obiettivo – spiega il fotografo – era quello di unire simbolicamente la Val di Cornia all’Isola d’Elba in un unico scatto astronomico, sfruttando una particolare geometria tra il paesaggio nostrano e la Luna piena».

Un’impresa riuscita perfettamente
L’obiettivo del fotografo era appunto quello di creare un collegamento simbolico tra la Val di Cornia e l’Isola d’Elba, due territori profondamente legati dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico, attraverso una fotografia astronomica capace di raccontare il dialogo tra terra e cielo.
Secondo le simulazioni effettuate durante la fase di progettazione, una configurazione analoga con la Luna piena non sarà nuovamente replicabile prima del 2043, rendendo lo scatto un evento particolarmente raro.
A corredo del lavoro fotografico sono state realizzate anche una fotografia panoramica orizzontale che documenta l’intero contesto paesaggistico, comprendente il Golfo di Baratti, e una versione verticale più ravvicinata dell’allineamento.
«L’attesa del momento giusto è stata parte integrante del progetto – spiega Daniele Celestini – Dopo mesi di preparazione, vedere la Luna posizionarsi esattamente dove previsto è stata una grande soddisfazione e la conferma che la fotografia di paesaggio astronomico è spesso il risultato di pazienza, studio e conoscenza del territorio».
