Sicurezza in mare, 43 nuovi bagnini per l'estate: ma sulle spiagge mancano ancora | MaremmaOggi Skip to content

Sicurezza in mare, 43 nuovi bagnini per l’estate: ma sulle spiagge mancano ancora

Grande traguardo per 43 giovani della FIN Salvamento, ma tra part-time e rinunce la copertura delle spiagge per la stagione balneare resta un incastro complesso
A Piombino 43 nuovi assistenti bagnanti

PIOMBINO. Siamo ormai arrivati all’inizio della stagione balneare, che da decreto ha ormai preso il via nella giornata di sabato 16 maggio, la costa livornese può contare su una nuova e fondamentale forza per la tutela della vita umana in acqua. Ben 43 nuovi assistenti bagnanti hanno infatti superato l’esame finale, ottenendo la massima qualifica professionale nel campo del salvamento: il brevetto di categoria MIP (Mari, Interni, Piscine) rilasciato dalla Federazione Italiana Nuoto (FIN).

Un traguardo arrivato dopo un percorso formativo intenso, durato oltre cinque mesi sotto l’egida della Sezione Salvamento FIN di Piombino. I ragazzi, che hanno iniziato la preparazione lo scorso 7 gennaio, entrano così a far parte a pieno titolo della comunità del salvamento locale, pronti a garantire la sicurezza sulle spiagge del territorio.

Un percorso di eccellenza

Gli esami in Costa Est

Il successo di questo corso è il risultato di una fitta rete di collaborazioni territoriali che ha visto lavorare sinergicamente istituzioni, scuole e privati. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai dirigenti e ai professori degli istituti scolastici superiori di Piombino per il supporto, oltre che alla Olimpic Nuoto Piombino guidata dal presidente Alfredo Mangione per la logistica, e al Consorzio Balneare Costa Est con il suo presidente Fabrizio Lotti.

Dietro la preparazione dei 43 neo-brevettati c’è lo sforzo di uno staff tecnico e medico di altissimo livello composto da: Alessandro Bagiardi, Monica Tamara Montagnani, Marco Barlettani, Giacomo Demaria, il dottor Massimo De Stefano, Viola Barlettani e Leonardo Calonaci.

Un plauso finale è andato anche alla coordinatrice Larissa, il cui supporto dietro le quinte è stato fondamentale per la riuscita del percorso.

Il quadro normativo


Se da un lato si festeggiano le nuove leve, dall’altro la macchina burocratica e organizzativa è in piena attività per l’avvio della stagione. Massimo Giuliani, che ha curato personalmente la parte tecnica dei piani di salvamento, ha confermato che i progetti collettivi sono stati presentati sia dal Consorzio Balneare Costa Est per il comune di Piombino, sia dal Consorzio Il Marinaio per il comune di San Vincenzo.

«I piani sono stati presentati alcune settimane fa e sono state vagliate dalla Guardia Costiera e della Capitaneria di Porto per l’approvazione e la verifica definitiva – ha spiegato Massimo Giuliani – I dettagli dei piani collettivi sono stati integrati e resi ufficiali all’interno delle ordinanze balneari».

È stata infatti ufficialmente emanata dall’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera la nuova Ordinanza di Sicurezza Balneare n. 50/2026, il provvedimento fondamentale che disciplina le regole, i limiti e la tutela della vita umana in mare per l’imminente stagione, attiva dal 16 maggio al 20 settembre 2026.

Il testo della capitaneria recepisce e valida a tutti gli effetti i piani collettivi di salvamento curati nella parte tecnica da Massimo Giuliani.

Questo passaggio normativo riveste un’importanza cruciale per aree ad altissimo afflusso turistico come la Costa Est e il Golfo di Baratti. L’ordinanza 50/2026 riconosce infatti la validità giuridica e l’efficacia di questi piani consorziati, che permettono di derogare alle rigide distanze geometriche standard per “modellare” la sicurezza in base alla reale morfologia del territorio, alle correnti marine e alla densità dei bagnanti.

Per la Costa Est e Baratti, l’approvazione del piano collettivo si traduce in due enormi vantaggi operativi:

  • Una rete di protezione integrata: Il Consorzio Costa Est coordina una complessa catena di torrette di avvistamento che unisce la vigilanza degli stabilimenti privati a quella delle spiagge libere adiacenti, garantendo una copertura totale e omogenea del litorale che altrimenti rimarrebbe parzialmente sguarnito.
  • Flessibilità oraria contro la carenza di bagnini: L’ordinanza prevede una specifica finestra di flessibilità per i piani collettivi autorizzati: nella fascia pomeridiana più critica (tra le 13:30 e le 15:30), la sorveglianza dei bagnanti può essere effettuata per “settori” fino a un’ampiezza massima di 80 metri. Una misura strategica che aiuta i balneari a ottimizzare la turnazione del personale in una stagione segnata dalla forte carenza di assistenti.

L’emanazione della nuova ordinanza mette finalmente il sigillo ufficiale a un lungo lavoro di concertazione. I piani collettivi di salvamento permetteno di ottimizzare le forze in campo e di creare una catena di emergenza tempestiva, grazie anche a una distribuzione intelligente di postazioni e defibrillatori posizionati lungo l’intera linea di costa.

Il paradosso del salvamento: brevetti in crescita, ma i bagnini non bastano


Nonostante l’ingresso di questi 43 nuovi professionisti, il settore del salvamento continua a soffrire di una cronica carenza di personale, evidenziando un forte squilibrio tra domanda e offerta. A differenza di altri comparti turistici (come baristi, cuochi o camerieri) che negli anni hanno trovato un equilibrio organizzativo, quello dei bagnini, figura obbligatoria per legge per poter aprire gli stabilimenti, vive un vero e proprio paradosso strutturale.

I numeri analizzati da Giuliani delineano una situazione complessa: circa il 50% (o più) dei ragazzi che prendono il brevetto era disoccupato e grazie ad esso riesce a trovare un impiego. Tuttavia, tra coloro che scelgono di lavorare negli stabilimenti danno una disponibilità oraria spesso ridotta. Molti offrono una reperibilità di sole 16 ore settimanali, pari a un paio di giornate o a tre mezze giornate, ben lontane dalle 32-40 ore ideali.

Un momento dell’esame

I conti non tornano

Per coprire interamente una singola postazione di salvataggio sono necessarie 44 ore settimanali. Di conseguenza, a causa delle scarse disponibilità orarie dei singoli, i gestori sono costretti a contrattualizzare 2 o 3 bagnini diversi per coprire una sola postazione, senza contare i turni di riposo, rendendo la gestione dei tabelloni estremamente complicata.

La carenza è talmente marcata a livello nazionale che alcune agenzie di settore stanno tentando, non senza difficoltà, di avviare flussi di reclutamento estero, muovendosi per portare in Italia tra i 200 e i 300 assistenti bagnanti provenienti dalla Romania.

In questo scenario, la sfida per il futuro sarà trovare nuove formule di concertazione, magari spingendo le strutture ricettive a consorziarsi in modo ancora più stretto, per gestire e valorizzare al meglio questi ragazzi, che da oggi avranno l’onore, l’orgoglio e la grande responsabilità di vigilare sulla sicurezza della nostra comunità e dei turisti.

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