Riforma 118, sindaci in rivolta: «Più rischi e soccorsi lontani nei paesi collinari» | MaremmaOggi Skip to content

Riforma 118, sindaci in rivolta: «Più rischi e soccorsi lontani nei paesi collinari»

Suvereto, Sassetta e Monteverdi contestano la nuova organizzazione del 118: «Territori isolati penalizzati, aumentano tempi e distanze dei soccorsi»
Suvereto, Sassetta e Monteverdi contestano la nuova organizzazione del 118
Suvereto, Sassetta e Monteverdi contestano la nuova organizzazione del 118

VAL DI CORNIA. Cresce la preoccupazione nei comuni delle Valli Etrusche e della Val di Cornia per la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza 118 voluta dalla Regione Toscana e dall’Azienda sanitaria Toscana nord ovest.

Da lunedì 18 maggio entrerà infatti in vigore la nuova riforma del servizio, ma i sindaci e gli amministratori di Suvereto, Sassetta e Monteverdi lanciano un allarme preciso: il rischio concreto è quello di indebolire ulteriormente l’assistenza sanitaria nei territori più piccoli, periferici e lontani dagli ospedali.

La questione è stata affrontata durante la seduta del 5 maggio della Conferenza dei sindaci della Società della Salute Valli Etrusche, che ha preso atto del nuovo assetto organizzativo ribadendo però le forti criticità già segnalate all’Asl.

Il nodo del medico spostato da Venturina a Piombino

Al centro delle contestazioni c’è soprattutto lo spostamento della sede del medico del 118 da Venturina a Piombino, una scelta che secondo gli amministratori rischia di aumentare i tempi di intervento nelle aree collinari.

I Comuni di Suvereto, Sassetta e Monteverdi avevano già espresso dubbi e perplessità nei mesi scorsi, anche dopo il confronto con le associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nei soccorsi.

Il timore riguarda soprattutto un territorio vasto, con collegamenti difficili, una popolazione anziana e un forte incremento delle presenze durante la stagione turistica.

A tutto questo si aggiunge la distanza dai due ospedali di riferimento, già alle prese con squilibri e criticità.

Pasquini: «Aumentano distanze e tempi di intervento»

«Pur comprendendo che le scelte siano legate alla carenza di personale e confermando piena fiducia nelle professionalità infermieristiche – commenta la sindaca di Suvereto, Jessica Pasquini – non possiamo non rilevare come lo spostamento del medico da Venturina, posizione più baricentrica, a Piombino, già sede di ospedale e pronto soccorso, determini un aumento delle distanze e dei tempi di intervento nei comuni collinari. In alcune situazioni il medico è una presenza indispensabile: tutti i cittadini devono poter contare sugli stessi diritti».

Sassetta: «Territori piccoli lasciati scoperti»

Dello stesso avviso anche l’assessora di Sassetta, Elisabetta Serni, che richiama l’attenzione sulle fragilità dei territori più isolati.

«La riforma dell’emergenza-urgenza ha ignorato le fragilità delle realtà territoriali più isolate, come Sassetta – dichiara l’asssessora Elisabetta Serni – dove manca un ambulatorio pediatrico e il medico di famiglia, in un comune con popolazione prevalentemente anziana, è presente appena due ore e mezza alla settimana. Una situazione resa possibile dall’ACN 2024, art. 32 comma 6, che obbliga l’apertura di un ambulatorio solo nei comuni con più di 650 abitanti, lasciando di fatto scoperti i territori più piccoli e vulnerabili».

Monteverdi: «Soccorsi a rischio per tempi e strade»

Ancora più netta la posizione dell’assessora di Monteverdi, Alessandra Luisini.

«Le criticità sulla riforma dell’emergenza-urgenza evidenziano preoccupazioni per carenze di personale e scelte basate su logiche numeriche – commenta l’assessora di Monteverdi Alessandra Luisini -. Monteverdi, come Sassetta, soffre di gravi carenze sanitarie locali e dista oltre 40 km dagli ospedali più vicini. I tempi di percorrenza e le condizioni delle strade mettono a rischio la tempestività dei soccorsi, soprattutto per patologie tempo-dipendenti.

Una popolazione mediamente anziana risulta particolarmente esposta a tali rischi.

Si denuncia una disuguaglianza nell’accesso alla sicurezza sanitaria per chi vive in aree periferiche”.

I Comuni chiedono controlli continui sugli effetti della riforma

Nonostante le forti preoccupazioni, i Comuni ribadiscono la disponibilità a collaborare con l’Azienda sanitaria per garantire la migliore organizzazione possibile del servizio.

Allo stesso tempo chiedono che venga avviato un monitoraggio costante e puntuale sugli effetti concreti della riforma nei territori periferici, verificando tempi di risposta, eventuali criticità e qualità dell’assistenza.

Secondo gli amministratori locali, sarà necessario intervenire rapidamente qualora emergano problemi o peggioramenti del servizio, per garantire a tutti i cittadini un sistema di emergenza-urgenza equo, efficace e realmente adeguato alle necessità delle diverse comunità.

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