VAL DI CORNIA. Doveva essere il giorno della svolta per la sicurezza urbana, ma sia nel livornese che nel grossetano, si sta trasformando nel sabato del caos e della paralisi.
Ieri, 16 maggio, è entrata ufficialmente in vigore la stretta del nuovo Codice della strada sui monopattini elettrici. Una riforma attesa, che introduce l’obbligo tassativo di targa (contrassegno identificativo) e assicurazione RCA per tutti i conducenti.
Il problema? Le targhe non ci sono.
Cosa sta accadendo in Italia
Nelle ultime settimane, migliaia di cittadini e gestori di flotte in sharing si sono messi in regola inoltrando la documentazione richiesta e versando gli 82 euro previsti per i diritti di segreteria e il rilascio del contrassegno alle motorizzazioni civili o gli studi di consulenza automobilistica. Le casse pubbliche hanno incassato, ma la macchina burocratica si è inceppata: le consegne dei contrassegni adesivi plastificati stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sono in fortissimo ritardo.
Nonostante i ritardi, nessuna proroga concessa
Il ministero e le forze dell’ordine sono stati categorici: non sono previste proroghe. La linea è di un rigore assoluto, pena sanzioni immediate e pesanti per chi circola senza contrassegno esposto.
Il risultato è che da ieri mattina moltissimi lavoratori, pendolari e studenti che utilizzavano il monopattino elettrico come unico e primario mezzo di trasporto ecologico per raggiungere il posto di lavoro o muoversi in città sono rimasti letteralmente a piedi, costretti a subire enormi disagi.
Forte preoccupazione viene espressa anche dalle associazioni dei servizi di noleggio, che vedono i propri mezzi bloccati nei magazzini o disattivati da remoto, con danni economici ingenti.
Guida al nuovo codice: tutto quello che c’è da sapere su norme e sanzioni
Per chi ha avuto la fortuna di ricevere il contrassegno in tempo o per prepararsi al momento della consegna, ecco il riepilogo dettagliato della nuova disciplina stradale elaborato sulla base dei dati ufficiali dell’ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale).
Le violazioni seguono le norme procedurali del Codice della strada: le multe si applicano direttamente al conducente e, in caso di minorenni, ne rispondono i genitori. Per i mezzi a noleggio, la responsabilità in solido ricade sul locatario.

Limiti di velocità e ambiti territoriali
Il divieto extraurbano è tassativo, i monopattini elettrici possono circolare solo nei centri abitati. Fuori dai centri abitati la circolazione è totalmente vietata, perfino sulle piste ciclabili adiacenti alla carreggiata.
Il limite massimo è di 20 km/h sulle carreggiate urbane e sulle piste ciclabili, mentre scende a 6 km/h all’interno delle aree pedonali. La violazione di questi limiti comporta una sanzione di 50,00 euro.
Nei centri abitati si può circolare solo su strade con limite massimo di velocità pari o inferiore a 50 km/h.
Regole di comportamento e sosta

Per muoversi su strada rispettando la nuova normativa, i conducenti devono adottare una guida estremamente rigorosa. Durante la marcia è infatti obbligatorio reggere il manubrio con entrambe le mani, vietando categoricamente di guidare con le braccia impegnate o di utilizzare lo smartphone; la violazione di questa regola comporta una sanzione di 50,00 euro.
Il veicolo è inoltre considerato rigorosamente monoposto, il che significa che non è consentito trasportare passeggeri, animali o oggetti ingombranti, così come è vietato trainare o farsi trainare da altri mezzi, pena una multa sempre pari a 50,00 euro.
Anche la scelta dei percorsi è soggetta a rigide restrizioni. La circolazione dei monopattini è severamente vietata sia contromano sia sui marciapiedi, a meno che il conducente non decida di portare il mezzo a mano, configurandosi a quel punto come un comune pedone. Chiunque venga sorpreso a transitare in zone non consentite o in direzione opposta a quella di marcia rischia una sanzione di 50,00 euro.
Il contrasto alla sosta in aree non idonee introduce regole precise per i parcheggi e per i servizi di noleggio. È scattato infatti il divieto assoluto di sosta sui marciapiedi, a eccezione delle sole aree specificamente individuate dai singoli Comuni e dotate di apposite rastrelliere e segnaletica dedicata. Chi abbandona il mezzo in modo irregolare va incontro a una multa di 41,00 euro, mentre per gli utenti dei servizi di sharing è ora obbligatorio scattare e inviare una fotografia del mezzo correttamente parcheggiato per poter terminare formalmente la sessione di noleggio.
Un capitolo fondamentale riguarda infine la visibilità e la sicurezza nelle ore più buie. Da mezz’ora dopo il tramonto, e in qualunque momento della giornata in cui si verifichino condizioni di scarsa visibilità come nebbia o forte pioggia, è obbligatorio tenere accesi i sistemi di illuminazione anteriori e posteriori.
Durante le ore notturne si aggiunge l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità; il mancato rispetto di queste disposizioni comporta una sanzione di 50,00 euro. Nel caso in cui le luci del veicolo siano guaste o non funzionanti, il conducente ha il dovere tassativo di procedere conducendo il monopattino esclusivamente a mano.
Insomma, il quadro sanzionatorio è chiaro, ma l’applicazione reale resta paralizzata. Fino a quando i magazzini della motorizzazione non smaltiranno i contrassegni arretrati, la micro-mobilità italiana resterà forzatamente al palo.