VAL DI CORNIA. Un fronte comune, compatto e deciso per blindare la sanità territoriale. I sindaci di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta tornano a far sentire la propria voce in difesa dell’ospedale di Villamarina, ribadendo che il presidio non è solo un edificio, ma il cuore pulsante della sicurezza sanitaria di un intero comprensorio.
Un dialogo a senso unico
Le amministrazioni comunali non usano giri di parole: negli ultimi anni la battaglia contro il depauperamento dei servizi è stata costante, ma le risposte arrivate da Firenze sono state scarse. I sindaci hanno più volte sollecitato il presidente Eugenio Giani e gli assessori competenti per ottenere confronti seri sulle criticità della Val di Cornia, un territorio che, per complessità industriale, geografica e demografica, non può essere trattato come una periferia qualunque.
«Confronti spesso disattesi», denunciano i primi cittadini, evidenziando una distanza tra le esigenze locali e la programmazione regionale che rischia di farsi pericolosa.
Sicurezza e patologie acute: «L’Azienda sanitaria mostri i dati»
Uno dei punti più caldi del documento riguarda le patologie tempo-dipendenti (come infarti o ictus), dove ogni minuto perso può fare la differenza tra la vita e la morte. Su questo fronte, i sindaci alzano l’asticella: «La preoccupazione riguardo all’adeguatezza dei servizi e ai tempi di intervento nelle patologie acute tempo‑dipendenti è da sempre al centro della nostra attenzione. Per questo motivo, siamo disponibili a chiedere all’azienda sanitaria di intervenire sul territorio per presentare i dati e illustrare le misure che intende adottare al fine di migliorare la sicurezza dei cittadini».
No alle divisioni, sì al peso istituzionale
Pur riconoscendo e apprezzando la partecipazione attiva dei cittadini e dei comitati, i sindaci sottolineano come la difesa della salute richieda un lavoro istituzionale costante e proposte tecniche concrete, piuttosto che dinamiche divisive.
«La tutela del diritto alla salute richiede un confronto serio e rispettoso delle istituzioni» spiegano i sindaci.
Nonostante le competenze comunali siano limitate dalle normative vigenti, il ruolo di sentinelle del territorio non verrà meno: l’obiettivo è mantenere aperto un dialogo serrato con la Regione Toscana, richiamandola formalmente alle proprie responsabilità gestionali.
La parola d’ordine: unità
Il messaggio finale è un appello alla coesione: evitare strumentalizzazioni che possano indebolire il percorso condiviso. La Val di Cornia vuole risposte, e le vuole ora, per garantire che il diritto alla salute non resti solo un principio sulla carta, ma una realtà tangibile per ogni cittadino del comprensorio.
«La tutela del diritto alla salute – concludono i sindaci – richiede infatti un confronto serio, concreto e rispettoso delle istituzioni e delle comunità locali, orientato alla ricerca di soluzioni efficaci e non a dinamiche divisive che rischiano di indebolire ulteriormente il necessario percorso condiviso a difesa della sanità pubblica del territorio».