PIOMBINO. Il mondo dello sport toscano perde una delle sue figure più amate e carismatiche. Stroncato in poche settimane da un male incurabile, nella giornata di ieri, martedì 12 maggio, si è spento all’età di 76 anni Mauro Faucci, colonna portante dell’atletica leggera e instancabile promotore del territorio.
Una scomparsa improvvisa che ha lasciato sotto shock l’intera comunità.
Una vita per lo sport
Faucci era conosciuto e stimato ben oltre i confini locali per la sua straordinaria capacità organizzativa. Per anni è stato il punto di riferimento per i raduni e gli stage della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) tra San Vincenzo e Piombino, sia a livello nazionale che internazionale.
Sotto la sua supervisione si sono allenati i più grandi nomi dell’atletica azzurra, tra gli ultimi la maratoneta Nadia Battocletti ed altre leggende della maratona come Stefano Baldini e Valeria Straneo.
La sua passione non si limitava alla corsa: Mauro ha coordinato con successo gruppi sportivi di triathlon e pattinaggio, sia su ghiaccio che a rotelle, portando il nome di Piombino ai massimi livelli nazionali e internazionali.
Aveva seguito le attività sportive di Riva Degli Etruschi, Poggio all’Agnello e, di recente, del Villaggio Orizzonte.
Lui stesso era un grande sportivo, con il vanto di aver portato a termine diverse maratone, tra cui la prestigiosa Maratona di New York.

«Viveva questa passione a 360 gradi» – ricorda con commozione la figlia Elisa Faucci, che oggi ne segue le orme come allenatrice a Follonica e membro dello staff regionale FIDAL.
«Era una presenza forte, dinamica, che assisteva gli atleti in tutto e per tutto. Lo sport era la sua vita».
Il ricordo: «L’umiltà e quel sorriso inossidabile»
Chi lo ha conosciuto ne ricorda la vitalità contagiosa e quell’ironia sempre pronta, segno indelebile di un carattere profondamente socievole e solare. Nonostante la costante vicinanza ad atleti di fama mondiale, Mauro aveva conservato un’umiltà rara, figlia della sua innata capacità di abbattere ogni barriera e mettere chiunque, dal campione al dilettante, a proprio agio.
Mauro era sempre sorridente: la sua gioia di vivere è stata una luce che non si è spenta nemmeno nei momenti più duri della malattia.
Il ricordo di Baratti e il tragico incrocio del destino
Un’umanità, la sua, che emerge chiaramente nei ricordi della figlia Elisa. C’è un aneddoto curioso che dipinge perfettamente l’amore di Mauro per il mare e per la sua terra: portava i più grandi campioni ad allenarsi sulla sabbia di Baratti e, al termine della fatica, offriva loro un premio speciale. Ad attenderli c’era l’ottimo pesce pescato da Enzo Papi, conosciuto da tutti come “l’ultimo pescatore”.
Oggi, quel legame nato tra lo sport e il mare si trasforma in un commovente incrocio del destino: sia Enzo che Mauro hanno concluso ieri la loro corsa terrena. Come se il fato avesse voluto riunire due grandi anime di questo territorio, i due si sono ritrovati insieme, nello stesso ospedale, per condividere l’ultimo silenzioso addio.
L’ultimo addio

Mauro lascia un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, ma in tutti quegli atleti che vedevano in lui un coach attento e un amico sincero. La salma resterà esposta per l’intera giornata di oggi presso la Sala del Commiato di Livorno.
Domani mattina, giovedì 14 maggio, alle ore 10:00, si procederà con la cerimonia di cremazione.