PIOMBINO. La notizia è rimbalzata rapida tra le corsie delle piscine della costa: la Val di Cornia perde una delle sue frequentatrici più amate. Silvia Fanucchi, 46 anni, non era solo una stimata professionista di Lucca; per molti, tra San Vincenzo e Piombino, era soprattutto un’atleta instancabile del Nuoto Piombino e un’anima profondamente legata all’azzurro del Tirreno.
Una vita tra le onde e la società Nuoto Piombino
Sebbene risiedesse ad Antraccoli e lavorasse come ingegnera per il Comune di Lucca, Silvia aveva una forte passione per il mare.
Grazie a una casa di famiglia in Val di Cornia, trascorreva gran parte delle sue estati e del tempo libero sul litorale livornese. Era una figura di riferimento nel mondo del nuoto locale: atleta master, ha militato a lungo nella società Nuoto Piombino, partecipando con successo a numerose competizioni.
Chi la conosceva la descrive come una donna dolce e timida, ma capace di una socialità profonda e luminosa, sempre pronta a condividere la sua passione per l’acqua.
«Siamo devastati dal dolore – racconta un amico della costa – Era una donna con una voglia di vivere contagiosa. La passione per il mare ci aveva uniti e vederla andar via così è un colpo durissimo per tutta la nostra comunità sportiva».
Il tragico destino sulle vette delle Apuane
Proprio quella vitalità che la portava a sfidare le correnti marine l’aveva spinta, sabato 9 maggio, verso le cime delle Alpi Apuane. Un amore per la natura a 360 gradi che, purtroppo, le è stato fatale.
Silvia si trovava sulla Cresta Gialunga sul sentiero Cai 124, a Fabbriche di Vergemoli insieme a un collega. In un tratto apparentemente tranquillo, su un ripiano erboso, ha improvvisamente perso l’equilibrio. La caduta nel versante di Fornovolasco non le ha lasciato scampo: un volo di circa 200-300 metri terminato in una zona impervia. Nonostante il rapido intervento dell’elisoccorso e dei tecnici del Soccorso Alpino, il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Il cordoglio di una comunità ferita
La scomparsa di Silvia lascia un vuoto incolmabile non solo negli uffici comunali di Lucca, ma anche tra tutti gli sportivi e amici che la ricordano oggi con affetto tra una bracciata e l’altra.
«Era un’anima divisa tra le vette e il mare», ricorda chi ha condiviso con lei i pomeriggi in Val di Cornia.
Silvia lascia i genitori, Giacomo e Rosanna, e la sorella Maria. Mentre le indagini del sostituto procuratore Enrico Corucci vanno avanti, con l’esame esterno della salma, la Val di Cornia si stringe nel silenzio, ricordando Silvia lì dove amava stare: nel riflesso del sole sulle onde.