SUVERETO. Il borgo medievale di Suvereto ha chiuso in bellezza la terza edizione di SUBER – Suvereto Wine Festival, consolidando il suo ruolo di cuore pulsante dell’enologia della Val di Cornia. Dal 1° al 3 maggio, il paese è stato teatro di una “festa diffusa” che ha saputo coniugare la tecnicità dei grandi cru con l’atmosfera conviviale delle grandi occasioni.
I numeri parlano chiaro: un successo che va oltre i semplici banchi d’assaggio, coinvolgendo un pubblico eterogeneo fatto di esperti, giovani appassionati e turisti.
Il report dell’edizione 2026

Il bilancio di questa edizione, promossa dal Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia insieme al patrocinio del Comune, delinea il profilo di un successo straordinario che ha superato ogni aspettativa. La grande partecipazione di pubblico è testimoniata dagli oltre 2.000 visitatori che hanno animato il borgo durante la tre giorni, portando alla vendita di ben 1.000 wine kit. L’eccellenza vinicola è stata rappresentata da 20 cantine del territorio, che hanno guidato circa 150 appassionati attraverso masterclass dedicate, mentre l’approfondimento culturale è stato affidato a tre talk tematici che hanno visto il coinvolgimento di 15 diversi relatori.
Non solo calici: un programma tra vigne e cultura

Oltre i semplici calici, SUBER si è rivelato un’esperienza totale capace di abbracciare l’intero territorio, offrendo attività che hanno spaziato dalle escursioni tra i filari pensate per i bikers fino agli spazi dedicati ai più piccoli, passando per la valorizzazione dell’artigianato locale allestito nel suggestivo scenario del chiostro.
Il grande interesse per la narrazione e la qualità del prodotto ha spinto le masterclass verso il tutto esaurito, con un pubblico particolarmente attento nell’approfondire le novità del nuovo disciplinare di produzione e nel partecipare ai coinvolgenti confronti “fuori porta”.
Tra i momenti più apprezzati figurano infatti le degustazioni comparative tra i Vermentino della Maremma e quelli locali, oltre alla sfida enologica tra i Sangiovese di Suvereto e della Val d’Orcia. A completare questa ricca offerta culturale è stata la sezione dedicata all’olio extravergine d’oliva curata dall’Associazione Olio d’Autore, che ha saputo destare grande curiosità e stupore proponendo l’inedito, ma riuscitissimo, abbinamento tra l’olio e le fragole.
La voce del territorio

Il successo di questa edizione risiede nella capacità di fare rete. Ristoranti, enoteche, librerie e botteghe sono rimasti aperti fino a sera, trasformando l’intero borgo in un laboratorio a cielo aperto di convivialità e cultura.
«L’entusiasmo palpabile e la grande partecipazione ci confermano che siamo sulla strada giusta – ha dichiarato Daniele Petricci, presidente del Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia – SUBER è in grado di parlare a un pubblico giovane e curioso che si avvicina al vino senza sovrastrutture. Non chiediamo alle persone di entrare in un mondo chiuso, ma offriamo occasioni vive in cui il vino si incontra nel suo contesto più vero: le relazioni umane e il territorio».
Con il calare del sipario sulla terza edizione, Suvereto guarda già al futuro, forte di un format che sa parlare alle nuove generazioni senza dimenticare l’eccellenza della propria tradizione agricola.