Svolta per gli edifici di via Colombo: c’è l’accordo, al via il restyling da 1,6 milioni | MaremmaOggi Skip to content

Svolta per gli edifici di via Colombo: c’è l’accordo, al via il restyling da 1,6 milioni

Pone fine a una lunga fase di stallo l’intesa per i complessi immobiliari. Il sindaco Ferrari: «Risposta concreta alle famiglie e tutela del decoro urbano»
Uno degli immobili di via Colombo
Uno degli immobili di via Colombo

PIOMBINO. Approvato l’accordo di mediazione relativo ai complessi immobiliari di via Cristoforo Colombo che pone fine a una vicenda complessa e stratificata che si protraeva da anni e che aveva determinato una situazione di forte criticità per i residenti.

Si tratta di un risultato di particolare rilievo, che consente di superare definitivamente una fase di stallo caratterizzata da difficoltà tecniche, economiche e giuridiche, restituendo prospettive concrete a edifici che, nel tempo, avevano subito un progressivo deterioramento, tale da incidere significativamente sulla qualità della vita dei proprietari e sulla piena fruibilità degli immobili.

L’accordo

La complessità della situazione era legata anche alla natura mista della proprietà, in parte pubblica e in parte privata, e alla conseguente necessità di individuare soluzioni equilibrate nella ripartizione degli oneri e nella definizione degli interventi.

L’accordo raggiunto rappresenta il punto di sintesi di un percorso articolato, sviluppato nell’ambito della procedura di mediazione attivata dai proprietari privati, che ha visto il Comune svolgere un ruolo attivo e determinante non solo sotto il profilo istituzionale, ma anche nella costruzione di una soluzione concreta e sostenibile.

Al centro la sostenibilità economica

Grazie a un’approfondita attività istruttoria, supportata da valutazioni tecniche qualificate e da interlocuzioni con le autorità competenti, è stato possibile individuare interventi mirati, compatibili con le caratteristiche degli immobili e orientati al contenimento dei costi, senza rinunciare al rispetto delle normative vigenti.

In questo quadro, l’intesa consente ora di procedere senza ulteriori ritardi all’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria, che saranno affidati secondo le procedure previste dalla normativa sui contratti pubblici, garantendo trasparenza, efficienza e rapidità. Allo stesso tempo, sono state definite modalità di ripartizione delle spese e di pagamento che tengono conto delle diverse posizioni dei proprietari, introducendo elementi di equilibrio e sostenibilità economica.

Ferrari: «Il nostro obiettivo è stato restituire decoro e sicurezza, tutelando la fragilità dei privati»

Particolarmente significativo è il contributo del Comune sul piano dell’equità sociale: è stata prevista, infatti, la possibilità di sostenere i proprietari che si trovano in condizioni di difficoltà economico-sociale, attraverso strumenti innovativi di partenariato sociale, in grado di coniugare l’interesse pubblico con la tutela delle situazioni di maggiore fragilità. Si tratta di un elemento qualificante dell’accordo, che consente di evitare disparità e di garantire che il percorso di riqualificazione sia realmente accessibile a tutti i soggetti coinvolti.

«Abbiamo lavorato con determinazione e senso di responsabilità per raggiungere questo risultato – dichiara il sindaco Francesco Ferrari – affrontando una questione complessa sotto ogni punto di vista. Alla fine, ha prevalso l’interpretazione del Comune, che stima un costo dei lavori pari a 1 milione e 600mila euro, contro i quasi quattro milioni ipotizzati da Casalp. Si tratta di due edifici dall’indubbio valore architettonico, tutelati dal vincolo delle Belle Arti, che da troppi anni versava in condizioni di degrado e incuria, con rischi anche per la sicurezza».

«Il nostro obiettivo – conclude Ferrari – è stato duplice: da un lato, creare le condizioni per restituire decoro agli edifici e all’intera area; dall’altro, dare una risposta concreta alle famiglie che vi abitano, proprietari o assegnatarie di alloggio, favorendo la realizzazione dell’intervento anche grazie ai contributi della Regione Toscana”».

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