SUVERETO. Il futuro della sanità locale prende forma. Lo scorso 14 aprile, la sala consiliare del Comune di Suvereto ha ospitato un’assemblea pubblica di partecipazione e coprogettazione per fare il punto sulla nuova Casa di Comunità. Un incontro fondamentale per condividere con i cittadini non solo i tempi tecnici, ma la filosofia di un presidio che punta a rimettere la persona al centro dei percorsi di cura.
Cronoprogramma e primi servizi
La notizia più attesa riguarda il cantiere: la chiusura dei lavori è confermata entro la fine di maggio 2026. Una volta completata la struttura, si procederà immediatamente con il trasferimento delle strumentazioni e l’organizzazione del personale.
Il primo tassello operativo sarà il PUA: Punto Unico di Accesso. Si tratta di un vero e proprio “hub” informativo che fungerà da front-office e back-office per orientare i cittadini e raccogliere i loro bisogni. Il servizio sarà garantito da personale amministrativo e sociale con un orario estremamente esteso: dalle 8 alle 20, per sei giorni su sette.
Specialistica e innovazione digitale
La Casa di Comunità non sarà solo un ufficio informazioni, ma un centro medico polifunzionale. All’interno opereranno i medici di medicina generale, il servizio sociale, potenziato con nuove assunzioni, ed i medici di medicina specialistica, con un focus particolare su geriatria e diabetologia.
Inoltre, la struttura guarda al futuro con una stanza interamente dedicata alla telemedicina e al teleconsulto, abbattendo le barriere geografiche e velocizzando l’integrazione tra i vari livelli di cura.
La “Stanza della partecipazione”: il cuore pulsante
Uno degli elementi distintivi del progetto suveretano è la Stanza della Partecipazione. Non un semplice ufficio, ma un laboratorio aperto alle associazioni e alla cittadinanza per coprogettare attività di prevenzione e screening.
L’obiettivo è trasformare il cittadino da utente passivo a protagonista della propria salute attraverso la promozione di abitudini sane e campagne vaccinali, attraverso gli screening mirati per le patologie croniche a rischio cardiovascolare, il diabete e l’insufficienza respiratoria.
Ci saranno inoltre percorsi di supporto ai caregiver: un’educazione mirata per chi assiste familiari fragili.
Jessica Pasquini: «Al centro la persona»
Con l’imminente apertura, il Comune si prepara a inaugurare un modello di sanità territoriale che promette di essere più vicino, più efficiente e, soprattutto, più umano.
«La Casa di Comunità non si configura solo come un nuovo presidio di servizi, ma come un progetto condiviso, fondato su integrazione, prossimità e partecipazione attiva dei cittadini – ha commentato la sindaca Jessica Pasquini – Per Suvereto è l’inizio di una nuova stagione di servizi costruiti intorno alla persona».