PIOMBINO. Qualità dell’aria, rumori, gestione dei suoli contaminati, acqua e ricadute occupazionali. Sono alcuni dei temi affrontati nello studio ESIA (Environmental and Social Impact Assessment) relativo al progetto Digital Green Steel che Metinvest Adria intende realizzare a Piombino.
La società ha deciso di rendere pubblica la documentazione della Via, la valutazione di impatto ambientale e sociale, pubblicandola sul proprio sito per favorire un confronto con il territorio. Il rapporto è consultabile online nella sezione compliance del sito aziendale:
https://www.metinvestadria.com/it/compliance-it/.
Il documento, elaborato dalla società di consulenza Erm Italia, sintetizza in circa 30 pagine gli effetti ambientali, economici e sociali previsti dal progetto.
Il progetto della nuova acciaieria a Piombino
Il piano industriale prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento siderurgico nell’area industriale di Ischia di Crociano, su circa 205 ettari di superficie già destinata storicamente alle attività dell’acciaio.
L’impianto dovrebbe produrre fino a 2,7 milioni di tonnellate di acciaio all’anno, sotto forma di coils grezzi di diversi spessori.
Si tratta della stessa zona in cui operavano in passato i treni di laminazione per barre e vergella dello stabilimento Jsw Steel.
Secondo l’azienda, la scelta di quest’area industriale consentirebbe di concentrare le attività produttive in un contesto già destinato da decenni alla siderurgia.
L’analisi degli impatti ambientali
Lo studio ESIA analizza diversi aspetti ambientali: qualità dell’aria, gestione delle acque, suolo, biodiversità, infrastrutture e salute pubblica.
Come spiegato nella documentazione pubblicata da Metinvest Adria, lo scopo della valutazione è «identificare già in fase progettuale gli eventuali impatti del progetto sull’ambiente e sulle persone, individuando le misure necessarie per evitarli o ridurli e verificando il rispetto delle normative europee e italiane».
L’analisi prende in considerazione sia la fase di costruzione dell’impianto sia quella di esercizio.
Qualità dell’aria
Una parte rilevante dello studio riguarda la possibile incidenza sulla qualità dell’aria.
Secondo il rapporto redatto da Erm Italia, durante le fasi di demolizione e costruzione potrebbero verificarsi emissioni temporanee di polveri, considerate però limitate e circoscritte dopo l’applicazione delle misure di mitigazione.
Nella fase operativa dello stabilimento, invece, le emissioni previste resterebbero entro i limiti stabiliti dalla normativa. Le simulazioni riportate nello studio indicano inoltre che le concentrazioni di inquinanti nelle zone residenziali più vicine, tra uno e tre chilometri di distanza, rimarrebbero sotto le soglie di tutela sanitaria.
Rumori e distanza dalle abitazioni
Anche l’impatto acustico è stato analizzato nello studio.
Le abitazioni più vicine al sito industriale si trovano a circa un chilometro dall’area dell’impianto. Secondo le valutazioni riportate nel documento, il rumore prodotto dalle attività industriali resterebbe confinato prevalentemente all’interno della zona industriale, senza modifiche rilevanti per le aree residenziali.
Suolo e gestione delle contaminazioni
Uno dei punti più sensibili riguarda la presenza storica di contaminazioni nell’area industriale di Piombino.
Il progetto si inserisce infatti in una zona già interessata da interventi di bonifica.
Gli scavi necessari alla realizzazione delle nuove strutture permetteranno, secondo lo studio, di campionare e caratterizzare ulteriormente i terreni, integrando le attività di risanamento già in corso.
Il piano prevede inoltre una serie di misure tecniche per prevenire nuove contaminazioni, tra cui:
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pavimentazioni impermeabili nelle aree operative
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sistemi di drenaggio e contenimento
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gestione separata dei materiali di scavo
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piani specifici per rifiuti e materiali di risulta
Sono previsti anche sistemi di controllo per evitare dispersioni che possano interessare le acque superficiali o sotterranee.
L’impatto sociale: lavoro e indotto
Lo studio prende in considerazione anche le ricadute economiche e occupazionali.
Durante la costruzione dell’impianto potrebbero essere impiegate circa 2.700 persone, mentre nella fase di esercizio lo stabilimento potrebbe garantire circa 1.000 posti di lavoro diretti.
Tra le iniziative previste figura anche un Local Procurement Plan, un programma pensato per favorire il coinvolgimento di imprese e fornitori locali.
Secondo le stime contenute nello studio, questo approccio potrebbe sostenere l’indotto economico e generare una domanda stabile di servizi e forniture a livello regionale.
La questione dell’affidabilità dello studio
Le valutazioni contenute nel rapporto rappresentano la base tecnica su cui si svilupperà l’iter autorizzativo del progetto.
Secondo Metinvest Adria, le analisi sono state condotte seguendo metodologie riconosciute a livello internazionale e sono quindi «allineate agli standard tecnici utilizzati nei principali studi di impatto ambientale».
Sarà comunque il procedimento di autorizzazione, con il coinvolgimento degli enti competenti, a verificare nel dettaglio i dati e le valutazioni contenute nella documentazione.