Jsw rompe il silenzio: «Investimenti per 51 milioni bloccati dalla burocrazia» | MaremmaOggi Skip to content

Jsw rompe il silenzio: «Investimenti per 51 milioni bloccati dalla burocrazia»

Macchinari già in magazzino per 51 milioni, ma il revamping del treno rotaie è fermo: Jsw punta il dito contro i ritardi della variante urbanistica e lo slittamento del subentro di Metinvest
L'ingresso della Jsw dalla parte del Quagliodromo
L’ingresso della Jsw dalla parte del Quagliodromo

PIOMBINO. «Basta con questa sceneggiata». Il management di Jsw Steel Italy abbandona il profilo basso tenuto finora e lancia un grido d’allarme che scuote il polo siderurgico toscano.

Al centro della contesa non ci sono promesse, ma casse di materiali tecnologici già pagati e stoccati nei capannoni, pronti per un revamping che non può partire. Segnale chiaro che la multinazionale indiana crede in Piombino.

Macchinari per 51 milioni nei magazzini

La società ha deciso di giocare la carta della trasparenza, rendendo note le cifre dell’investimento già messo in campo per il treno di laminazione delle rotaie. Complessivamente, JSW ha ordinato e pagato materiali per un valore di 51 milioni e 450mila euro.

Nello specifico, nei depositi di Piombino sono già arrivati: 12,7 milioni di euro in carpenterie gabbia BD e impianti HH e 32,3 milioni di euro in gabbie tandem, componenti elettriche e oleodinamiche.

Il materiale all'interno di JSW
Il materiale all’interno di JSW

Si tratta di tecnologia destinata a modernizzare lo stabilimento, aumentando la produzione e migliorando l’efficienza energetica. Eppure, tutto è fermo. Il motivo? La mancanza della variante urbanistica, a sua volta vincolata alla firma dell’Accordo di programma.

«Siamo pronti alla firma in tempi rapidi – spiegano dall’azienda – ma siamo bloccati in un’attesa che genera attacchi continui da parte dei sindacati».

Il nodo Metinvest e il passaggio dei lavoratori

Materiale stoccato
Materiale stoccato

L’attacco di Jsw non risparmia il gruppo Metinvest, atteso a Piombino per il subentro industriale. Secondo l’azienda, a fronte dell’accordo quadro siglato a luglio 2025 per il passaggio dei 900 lavoratori, Metinvest ne avrebbe finora assunto soltanto uno.

Non solo: il subentro nei terreni dove sono situati i laminatoi, barre e vergella, inizialmente previsto per marzo 2025, è slittato, salvo ulteriori proroghe, al maggio 2026.

Un ritardo che, secondo Jsw, alimenta un circolo vizioso di incertezza che danneggia l’azionista, i lavoratori e il territorio: «Purtroppo il materiale è in deposito perché ancora non arriva la variante urbanistica per iniziare i lavori, variante che è legata all’accordo di programma, per la quale la Società ha dato la più ampia disponibilità alla firma in tempi rapidi. Siamo pronti in attesa della firma, non è un mistero».

«Così come siamo in attesa che il gruppo Metinvest arrivi a subentrare, come da accordi sottoscritti presso il ministero, coi 900 lavoratori: per ora, dalla firma dell’accordo quadro del luglio 2025 fra sindacati, Jsw e Metinvest per il passaggio di risorse umane, Metinvest ne ha assunto uno. Allo stesso modo – aggiungono nella nota – per dovere di trasparenza e senza polemica alcuna, siamo in attesa che sempre Metinvest subentri nei terreni che ad oggi abbiamo in custodia, dove sono presenti il laminatoio, barre e vergella, fatto che, al netto di eventuali ulteriori richieste di proroga, avverrà a maggio 2026, anziché come previsto nel marzo del 2025». 

«Il management di Piombino è costantemente sollecitato dal suo azionista, che chiede ragionevolmente di partire con gli investimenti, che sono però bloccati dalla variante, che è condizionata da un Adp, per il quale siamo aspettando la firma da mesi, che genera i pesanti attacchi dei sindacati, mentre dall’altra parte si reiterano i ritardi dell’arrivo di Metinvest».

Una catena viziosa che Jsw più di tutti gli altri è interessata a risolvere quanto prima, nell’interesse dell’azionista, dei lavoratori, del territorio.

Verso l’assemblea del 16 febbraio: apertura sui lavoratori


Nonostante il clima di tensione, Jsw guarda al prossimo appuntamento chiave: l’assemblea con le rappresentanze sindacali fissata per il 16. La società ha ribadito la propria «massima apertura» nella tutela del personale, sia per i lavoratori attualmente in cassa integrazione, sia per coloro che operano quotidianamente in fabbrica.

«La correttezza che portiamo avanti non sta trovando spazio – conclude la nota di Jsw – siamo bersagliati da attacchi proprio perché stiamo aspettando ineccepibilmente la burocrazia. È ora di porre fine a questa situazione nell’interesse di tutti».

Il sindaco Ferrari: «Inaccettabile attribuire l’impasse alla variante»

Ma il sindaco Francesco Ferrari non ci sta:

«È inaccettabile attribuire l’attuale impasse alla mancata variante urbanistica. Il Comune ha sempre chiarito che la variante sarà adottata dopo la sottoscrizione dell’Accordo di programma, come naturale conseguenza degli impegni tra le parti. Questo passaggio tutela il territorio e garantisce che ogni modifica urbanistica sia sostenuta da investimenti chiari, tempi certi, garanzie occupazionali e impegni industriali: una scelta di responsabilità istituzionale».

«Continuare a indicare la variante come ostacolo significa distorcere i fatti. L’Accordo di programma deve definire paletti, tutele e condizioni solide, anche alla luce di esperienze passate che non hanno prodotto i risultati attesi per la città. Il Comune ha piena fiducia nel Governo e nel suo lavoro per raggiungere una soluzione equilibrata. Se l’Accordo non è ancora sottoscritto, è a causa della distanza tra le esigenze dell’interesse pubblico e le richieste del soggetto privato, distanza che va colmata nell’interesse della città, dei lavoratori e del futuro industriale di Piombino».

«Jsw sposta il confronto su un terreno non corrispondente alla realtà procedurale. Comprendendo i timori di sindacati e lavoratori, chiederemo al Governo un prossimo incontro per fare il punto e favorire la rapida definizione dell’Accordo».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su