VAL DI CORNIA. Il rientro a scuola dopo l’Epifania si apre con la notizia dello sciopero programmato per il 12 e il 13 gennaio 2026, quando le aule di ogni ordine e grado, dalle statali agli asili nido, rischiano di restare deserte.
Previste molte adesioni, sia in Val di Cornia che in Maremma.
Lo slittamento di 48 ore
Inizialmente previsto per il 9 e il 10 gennaio, lo sciopero nazionale è stato ricalibrato su disposizione della Commissione di Garanzia. Una mossa tecnica che, però, non ha raffreddato il clima: il malcontento del comparto Istruzione e ricerca è pronto a esplodere. Le sigle CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP hanno messo sul tavolo un dossier che tocca i punti deboli del sistema scolastico italiano.
Non solo stipendi: la battaglia per la dignità
Docenti e personale ATA chiedono stipendi allineati ai colleghi dell’UE. Ma la battaglia si basa anche su altri dettagli quotidiani: si rivendica l’introduzione dei buoni pasto e il riconoscimento del lavoro a scuola come “lavoro usurante“.
Per la prima volta, emerge con forza il tema del benessere mentale. Tra le richieste spicca l’introduzione di figure psicologiche di supporto dedicate non agli studenti, ma al personale, per fronteggiare lo stress da burnout da parte di chi siede in cattedra.
Il caos delle supplenze e il nodo pensioni
Il personale precario e di ruolo punta il dito contro la gestione burocratica delle carriere. Lo sciopero del 12 e 13 gennaio mira a scardinare il sistema attuale di reclutamento, chiedendo: nuove graduatorie per educatori e insegnanti, una gestione più equa e trasparente dei docenti di sostegno ed una revisione dell’età pensionabile, considerata oggi troppo elevata per chi vive quotidianamente la pressione dell’aula.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già ufficializzato il cambio di date, in ottemperanza alla delibera 3273. Il coinvolgimento allo sciopero sarà totale: collaboratori scolastici, segreterie e docenti di ogni istituto comunale, privato o statale.
Il messaggio che arriva dai sindacati è chiaro: la scuola non chiede solo fondi, chiede stabilità e salute.
Lunedì 12 servirà per capire quanto sia profonda la frattura tra chi la scuola la vive e chi la amministra.