La Regione Toscana, con la delibera n.1521 del 20-10-2025, ha espresso parere contrario al progetto dell’impianto agrivoltaico da oltre 32 MW previsto in località Alturetta e Paduletto, nel comune di Piombino, proposto da Orta Energy 14 Srl. La decisione è stata assunta dalla giunta regionale il 20 ottobre 2025, nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) statale.
Motivo principale del no: impatti non sostenibili su paesaggio, rumore e cumulativi con altri impianti, come riportato nel Rapporto Istruttorio del Settore VIA.
Cos’è il progetto agrivoltaico “Piombino”
L’intervento riguarda la realizzazione di un impianto fotovoltaico con tecnologia bifacciale a inseguimento monoassiale (tracker), per una potenza complessiva di 32.062,80 kWp e una potenza in immissione in rete di 27.390 kW.
Il progetto dovrebbe essere localizzato su un terreno agricolo sito nel Comune di Piombino nelle località Alturetta e Paduletto e si estenderà su un’area catastale di circa 54 ha, con una superficie recintata di circa 42 ha e una superficie coperta, considerando la proiezione dei pannelli, delle strade interne e delle cabine pari a circa 17 ha.
Secondo le carte progettuali:
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45.159 pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino
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suddivisi in 6 sottocampi e collegati a 12 inverter
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superficie totale agricola coinvolta: circa 54 ettari
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area recintata: circa 42 ettari
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superficie coperta da pannelli, strade e cabine: circa 17 ettari
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vita utile: 35 anni
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cavidotto interrato verso la stazione Terna “Populonia”, circa 7,2 km di tracciato
Delibera n.1521 del 20-10-2025-…
Il progetto ricade in un contesto agricolo pianeggiante, vicino alla ferrovia tirrenica e alla SS1 Aurelia. Particolare rilevante: nell’area sono presenti due gasdotti, che hanno richiesto modifiche al layout e prescrizioni di sicurezza da parte di Snam.

Come funzionerebbe l’agrivoltaico
Orta Energy ha previsto coltivazioni sotto e tra i pannelli, soprattutto:
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leguminose da granella (cece)
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trifoglio
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erba medica
Sono previste anche fasce verdi e arboree di mitigazione paesaggistica, con specie come leccio, lentisco, corbezzolo e frassino. L’obiettivo dichiarato del proponente è «incrementare la produzione energetica da fonti rinnovabili» senza rinunciare alla produttività agricola.
Perché la Regione ha detto no: i punti critici
La Regione, sulla base dell’istruttoria tecnica, ritiene che i benefici energetici non compensino gli impatti ambientali e paesaggistici.
I rilievi principali:
Paesaggio
Il progetto contrasta con il PIT-PPR, con un impatto giudicato significativo sul panorama agricolo di Piombino.
Impatti cumulativi
Nell’area risultano altri impianti fotovoltaici e un progetto eolico, con rischio di eccessiva concentrazione industriale.
Rumore
Il sistema di tracker, cabine e trasformazione genererebbe disturbi non adeguatamente mitigati.
Biodiversità ed ecosistemi
Lo studio di incidenza è stato ritenuto carente, in particolare per:
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effetti su avifauna legata all’oasi WWF Orti Bottagone
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rischio di “effetto lago” e abbagliamento che può disorientare gli uccelli
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riduzione delle aree trofiche agricole
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Il Settore Vas-Vinca ha chiesto molte condizioni aggiuntive (fasce verdi più ampie, nuove aree umide, monitoraggi fauna…), non recepite pienamente dal proponente.
Il ruolo dei Comuni
Il Comune di Piombino ha espresso parere sfavorevole per impatto sul paesaggio e accumulo di impianti nella stessa area.
Coinvolti – per impatti di prossimità – anche:
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Campiglia Marittima
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San Vincenzo
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Suvereto
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Follonica
Cosa succede adesso
La delibera regionale non chiude automaticamente il progetto, perché la VIA è di competenza statale: la decisione finale passa al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica – MASE.
Ma il parere contrario della Regione pesa molto ai fini dell’esito.
Nel frattempo, la giunta Giani ha ribadito che lo sviluppo delle rinnovabili: «deve comunque avvenire nel rispetto degli atti di pianificazione regionale e garantire il corretto inserimento nel contesto».
Rinnovabili sì, ma dove?
Il caso Piombino riapre un tema centrale: come e dove installare nuovi impianti rinnovabili in Toscana, senza compromettere agricoltura, paesaggio e biodiversità.
Il dibattito resta aperto, mentre la Val di Cornia – già al centro di progetti eolici, fotovoltaici ed energetici – si conferma un territorio strategico ma delicato.