CAMPIGLIA MARITTIMA. Da giorni Venturina è sotto l’assedio di un odore nauseabondo, a causa dello spargimento nei campi di un fertilizzante di pessima qualità. Proveniente da scarti della lavorazione delle biomasse e con un odore persistente che ha ammantato il paese.
Un problema che, a lungo, hanno denunciato anche a Grosseto. E che hanno portato anche al sequestro di un impianto da parte della Procura.
L’ordinanza della sindaca Ticciati sul divieto dell’uso del fertilizzante è finalmente arrivata, ma tardi e male. Questo è il pensiero generale di chi per settimane ha fatto segnalazioni sui social e tramite i canali ufficiali riguardo l’odore irrespirabile a Venturina Terme.
Un odore che non permetteva neanche di aprire le finestre e che durante la sera ribolliva anche per le strade.
Tortolini: «Gestione senza un criterio»
Una gestione senza un criterio, così definisce la dinamica delle cose, Matteo Tortolini, consigliere comunale de La Svolta, che da tempo chiedeva nei vari consigli comunali di attenzionare anche questa tematica.
«Occorreva tempismo nell’affrontare il problema e chiarezza con gli operatori – sostiene Tortolini -. Questo al netto dei sopralluoghi degli enti competenti sugli aspetti socio sanitari. È evidente che non era semplice incrociare le necessità di concimazione con l’interramento a 15 centimetri come sostenuto dagli agronomi, con la significativa riduzione dei problemi odorigeni».
Una modalità non semplice se si tiene conto del fatto che per un solo ettaro di terreno occorrono circa 400 quintali di digestato.
«Abbiamo avuto intere zone di Venturina dove l’aria era irrespirabile – continua -, famiglie che con il caldo di queste settimane hanno dovuto tenere le finestre chiuse. Per non parlare delle attività turistiche. Occorreva chiarezza con gli operatori agricoli, prefigurando l’impedimento dell’utilizzo di questo fertilizzante, se il problema odorigeno non fosse stato risolto. Operatori che immaginiamo abbiamo tutt’ora ordini in corso di esecuzione».
La ricostruzione dei fatti
Come detto, Tortolini già a partire dalla fine della scorsa estate aveva messo in programma dei consigli comunali mozioni che chiedevano di regolamentare l’uso dei fertilizzanti provenienti dalle biomasse, proprio per tutelare cittadini e turisti ma anche gli operatori agricoli.
La prima mozione risale al 30 settembre 2024 ma la maggioranza fu contraria, poi ci ripensò e votò la proposta.
«Al 23 aprile tutto taceva e, quindi, abbiamo fatto un’interpellanza a firma Tortolini per capire a che punto eravamo con l’approcciarsi della stagione. Rispose l’assessore Zannoni assicurando che se non ce la facevano a modificare il regolamento rurale, il Comune avrebbe proceduto con ordinanze della sindaca per imporre metodi di posa, tra cui l’incorporazione rapida nel terreno per ridurre al minimo i cattivi odori».
Fin qui tutto bene, Tortolini e i suoi consiglieri ne presero atto, ma a giugno tornarono sull’argomento per affrontare il problema dei terreni agricoli confinanti con gli altri Comuni, motivo per cui la sola regolamentazione comunale rischiava di essere inefficace.
«Il 23 giugno la maggioranza votò contro dicendo che tutto era sotto controllo. Ma al 28 luglio la situazione era ormai più che degenerata: i problemi odorigeni erano insopportabili per cui abbiamo presentato una nuova interpellanza che chiedeva il perché non fossero state emesse le ordinanze promesse. La giunta nel solito consiglio comunale presenta le modifiche al regolamento, interramento entro le 48 ore, sentenziando che il problema era sostanzialmente risolto con lo spirare del mese di Luglio».
L’ordinanza della sindaca Ticciati
Solo l’11 agosto arriva l’ordinanza della sindaca che vieta l’utilizzo del fertilizzante da biomasse misto con rifiuti organici. Una mossa tardiva che ha non ha permesso a cittadini e turisti di godere a pieno del territorio o semplicemente respirare aria pulita nelle loro case.
Questo il testo dell’ordinanza
“È fatto divieto su tutto il territorio del Comune di Campiglia Marittima, a far data dalla pubblicazione della presente ordinanza e fino al 15 settembre 2025, salvo diverse disposizioni dovute a mutamenti delle condizioni climatiche, di effettuare lo spargimento, anche ai fini agronomici, dei seguenti prodotti: letami e materiali ad essi assimilati, concimi azotati, ammendanti organici, ammendanti compostati misti e misti con fango che possono dare origine a maleodoranze così come individuati dall’art. 18, comma 4, del regolamento di polizia rurale, su terreni agricoli, prati, orti e altre superfici, ad eccezione dei casi di emergenza agronomica debitamente motivati e autorizzati dall’ufficio tecnico comunale”
«Occorreva chiarezza verso la popolazione, informando dei tentativi in corso per conciliare l’attività agricola con le altre presenti sul territorio. Occorreva non replicare nella stagione del 2025 quanto accaduto nel 2024 – conclude Tortolini -. Ma soprattutto non si doveva arrivare a queste decisioni tardi e male a ridosso di Ferragosto. E dal 15 di settembre cosa succederà?».